I Sassi di Matera è uno uno dei luoghi più suggestivi del mondo, tanto da diventare sito Unesco. I Sassi di Matera sono così suggestivi da aver incantato famosi registi per girare film sui tempi di Gesù. Il primo fu Pasolini, col film “Il Vangelo Secondo Matteo”. Il Secondo fu Mel Gibson, che lo volle come sito per il “La Passione di Cristo” Matera sorge su di un altopiano calcareo che presenta una spettacolare anomalia: un solco centrale, un vero e proprio canyon di 70-80 metri, attraversato dal torrente Gravina.

Tracce di vita risalgono già all’età del paleolitico: l’avvicendarsi di popolazioni nel corso dei secoli lascia un intricato sistema urbano in cui il costruito si sovrappone allo scavato e alle cavità naturali. Un insediamento urbano unico al mondo dove l’uomo pare essersi insediato con difficoltà in un aspro territorio murgico secondo le regole “organiche” della civiltà rupestre, prima, e della “cultura della città” europea, poi. Tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo i Rioni dei Sassi divengono dimora dei ceti più poveri della città, costretti a vivere in pessime condizioni igienico-sanitarie. Si decise, in seguito, di attuare un vero e proprio “piano di trasferimento” in un nuovo quartiere residenziale. In seguito al trasferimento, venne intrapreso un piano di riqualificazione e risanamento dell’area. Oggi è possibile visitare l’area con il nucleo originario dentro le brevi gole del Sasso Barisano e del Sasso Caveoso. Si possono apprezzare le abitazioni scavate direttamente nella roccia e nel tufo; la sensazione è quella di mettere piede in un presepe. Non a caso Matera è detta anche la seconda Betlemme.

I Sassi di Matera sono stati il primo luogo al mondo dichiarato “paesaggio culturale”; è dal 1993 che sono stati inseriti dall’UNESCO nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.La particolarità di Matera nel suo ingresso nell’UNESCO è che non entra un singolo monumento o un agglomerato urbano, ma un intero sistema di vita ed un modello di sviluppo, che hanno retto per millenni. I Sassi rispondono pienamente al criterio UNESCO di essere un eccezionale esempio di un tradizionale insediamento umano o di occupazione del territorio che rappresenta una cultura (o più culture), specialmente quando è messa in pericolo da mutamenti irreversibili.

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