Valle d’Aosta: la più piccola tra le Regioni d’Italia,
una splendida bomboniera

Valle D’Aosta, la più piccola delle regioni d’Italia, una splendida bomboniera

3.263,5 kmq. Tanto misura l’intera superficie della Valle d’Aosta, la più piccola fra le regioni d’Italia (e la meno popolata con soli 124.968 abitanti censiti al 30 giugno 2020) ma non certo in quanto a censo paesaggistico e generosità culturale, due aspetti di cui sovrabbonda. Valle d’Aosta = Montagna: un’equazione nella sostanza corretta ma nel complesso superata, semplicemente perché sono molteplici e varie le peculiarità che hanno eletto da tempo questa minuta terra meta turistica riconosciuta in tutto il mondo.

Posta a nord-ovest, confinante con Svizzera, Francia e Piemonte, è una regione evergreen (a Statuto Speciale) incardinata essenzialmente sulla sua sontuosa orografia, che conta la presenza dei magnifici “Giganti della Alpi”. Questi ultimi corrispondono ai quattro massicci montuosi più imponenti dello Stivale, il Monte Bianco (4.810,02 m), il Monte Cervino (4.478 m), il Monte Rosa (4.634 m) e il Gran Paradiso (4.061 m). 

Al netto delle bellezze naturalistiche, i caporioni sopra elencati fanno la felicità degli amanti della montagna, nondimeno di chi pratica sport su neve e ghiaccio, arrampicate e scalate su palestre di roccia. Basti pensare che su e giù per i rilievi serpeggiano oltre 800 km di piste sciistiche e sempre nell’alveo valdostano ha sede lo snowpark più alto d’Europa.

I luoghi meravigliosi da visitare – inscritti in un vastissimo patrimonio artistico-culturale – abbisognano della calcolatrice per essere riassunti. La Valle d’Aosta, si sa, ha nei suoi tanti castelli i cuori pulsanti della propria illuminata storia, eccezionalmente contaminata da passati effluvi franco provenzali e teutonici. Da ciò deriva l’adozione di quattro idiomi parlati, l’italiano, il francese, il walser e il patois valdostano che resiste tenacemente al progressivo rinnovamento generazionale.

Da non dimenticare il capoluogo, Aosta, i cui scorci cittadini si costellano di chiese, monumenti e impronte romane decisamente marcate. Tutt’intorno, una corona di borghi incantevoli punteggia un hinterland incontaminato nobilitandone ogni singolo centimetro.

Territorio, natura e paesaggio

La Valle d’Aosta è un mosaico di microclimi, biotopi, tessuti naturalistici e morfologie in esclusivo equilibrio fra loro. Per tale motivo esige il massimo rispetto dal turista, avvampato letteralmente dallo splendore che si ritrova a contemplare con occhi trasognati. Le maestose montagne sorgono laddove hanno avuto luogo in tempi remoti glaciazioni catartiche. Si spiega così il permanere sopito di ghiacciai sia in altitudine elevata che presso le valli, sebbene in quest’ultimo caso si parla più propriamente di ghiacciai fossili.

Si compone allora uno spettacolo scenografico che annovera le più belle manifestazioni di Madre Natura, sparse lungo il corso ineludibile della Dora Baltea. Una serie di specchi lacustri ammorbidisce il manto paesaggistico e si ha l’idea di viaggiare fra cristalli liquefatti, tavole d’acqua come il lago Verney in prossimità del comune di La Thuile, il lago delle Laures Inferiore a Brissogne e il Gran Lago di Champdepraz. Destinazioni favolose il lago d’Arpy e il Lago Blu.

I limpidi gioielli azzurri, sui quali il sole riverbera tutto l’anno, si perdono all’orizzonte fino a congiungersi con i valichi di confine: il Colle del Piccolo San Bernardo e il Colle del Gran San Bernardo, di cui è celebre l’omonimo traforo.

I grandi parchi

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco Naturale del Mont Avic

I massimi incubatori di flora e fauna sono noti dalla loro ufficiale costituzione, e cioè il Parco Nazionale del Gran Paradiso – cronologicamente il primo istituito nel 1922 e condiviso con il Piemonte – e il Parco Naturale del Mont Avic, oasi regionale protetta di 5.747 ettari situata tra il Vallone di Champdepraz e la Valle di Champorcher. Entrambi accolgono innumerevoli piante e arbusti, cui si sommano diverse specie animali in via di estinzione, ad esempio stambecchi, marmotte, camosci ed ermellini. 

Le due entità parcali posseggono una struttura capillarmente organizzata, gestita in modo da prevedere itinerari specifici, percorsi adibiti all’alpinismo e al trekking, rifugi e bivacchi, visite didattico-divulgative, ricerche e studi stimolati da esposizioni museali congiunte a collezioni botaniche. 

Il Gran Paradiso racchiude un caleidoscopio di scenari da autentico brivido, una concatenazione di aree dalla conformazione quasi onirica. La Valle di Cogne, la Valsavarenche e la Val di Rhêmes sembrano tenersi per mano unendo di fatto le sue perle migliori, nella fattispecie abitati di inusitata beltà come Cogne (regno dello sci di fondo), Aymavilles, Introd (con il suo ponte) e Villeneuve.

Storia

Questa è la breve storia di una piccola regione

La nascita della Valle d’Aosta e dei popoli che vi si radicarono è una storia vera che ci viene raccontata da pochi ma nodali siti archeologici, la cui eloquenza ha il sapore di un racconto fiabesco perpetrato nei secoli. I primi insediamenti umani si sono riscontrati nell’area di Saint-Pierre e risalgono al IV millennio a.C. Ha pregnanza preistorica notevole il Cromlech del Piccolo San Bernardo, transfrontaliero fra Italia e Francia. 

Nessuno di questi siti è paragonabile per grandezza e organizzazione all’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans presso Aosta. L’intera esposizione museale conta uno spazio di 10.000 mq al coperto, compreso il centro illuminato da ben 500 lampade a led, cosa che lo rende suggestivo e spettacolare agli occhi dei visitatori. 

L’allestimento, posto a 6 metri sotto il livello stradale, appare obiettivamente sontuoso e raccoglie una preziosa serie di testimonianze in grado di riassumere il periodo compreso fra il Neolitico e la prima età del Bronzo. Si palesano resti di arature cultuali, pozzi rituali, strutture palafitticole, steli antropomorfe e sepolture dolmeniche. Il sito è stato scoperto nel 1969 ma l’inaugurazione del museo risale al 2016.

Scacciati i Salassi, le truppe romane si insediarono anche qui e nel 25 a.C. sorse Augusta Praetoria Salassorum, ovvero Aosta, soprannominata “Roma delle Alpi”. All’impero seguirono le scorribande barbare, il dominio longobardo e l’egida carolingia cui si deve lo sviluppo della Via Francigena, famoso sentiero calcato ancora oggi dai pellegrini cristiani. 

Dal 1032 si estese salda la mano dei Savoia su un territorio che faceva gola ai Francesi, i quali ricorsero a ben tre invasioni, l’ultima delle quali diretta nientemeno che da Napoleone Bonaparte. Il condottiero riuscì a penetrare dopo aver assediato a lungo il Forte di Bard, che venne raso al suolo per poi essere ricostruito nel 1828. 

La fortezza ha oggi assunto la funzione di polo museale a carattere storico, artistico e culturale. Articolato in quattro piani, include il Museo delle Alpi, le prigioni e tanti spazi espositivi dedicati a mostre temporanee ed eventi.

Il Forte osserva dall’alto uno dei 20 borghi più belli d’Italia, Bard, i cui ultimi conti dimorarono nel settecentesco Palazzo Nicole. Il comune è un crogiolo di manifestazioni che coprono fittamente il calendario annuale, fra queste si ricordino la sfilata di Carnevale in costume medievale, la Rievocazione storica di Napoleonica, la mostra presepiale e la sagra enogastronomica primaverile del Marché au Fort.

Località sciistiche

Consigli per trascorrere una settimana bianca eccezionale in Valle D’Aosta

L’interesse dei turisti che amano trascorrere la proverbiale settimana bianca gravita attorno a quelle località garanti di un duraturo divertimento lungo piste innevate che disegnano i tracciati sulle esemplari creste valdostane, su su fino in cima e dalla punta a fondovalle. 

Le strutture ricettive, nella fattispecie gli hotel, sfruttano la promiscuità agli impianti operativi nei pressi di mete obbligate come Courmayeur, Pont-Saint-Martin e Pont-Saint-Jacques. Ci sono inoltre SaintChristophe e la rinomata Champoluc a 1.568 metri s.l.m., ideale luogo di vacanza sia in inverno che in estate. 

Nel superbo ventaglio rientrano Breuil-Cervinia e i suoi eccezionali scenari alpini, Gressoney la Trinité (particolarmente ambita anche dagli snowboarders), Pila e i suoi percorsi free ride kid friendly, Chamois raggiungibile esclusivamente in funivia, Crevacol (vi si produce il prosciutto crudo DOP valdostano), Champorcher (dominato dalle rovine del Castello dei Baroni, ospita le Cascate dell’Ayasse) e Torgnon, su misura per le famiglie data la densità alberghiera e le piste adatte anche ai principianti. 

I ghiacciai perenni del Monte Bianco si possono ammirare grazie alla Skyway, una speciale funivia lunga 15 km che, sfruttando apposite cabine rotanti, raggiunge i 3.500 metri di altezza. 

Castelli

Uno dei punti di forza del turismo in Valle d’Aosta

Il turismo, attività su cui si impernia la quasi totalità dell’indotto economico regionale, trova nei tanti castelli gli ubiqui punti di forza. Solo nella vallata principale si contano 72 fra castelli, caseforti e dongioni, ma con le vallate minori il numero diventa esponenziale. Per maestosità architettonica e storia spicca sicuramente il castello di Fénis, ma non scherzano in quanto a mole ed eleganza nemmeno i castelli di Verrès e Ussel, ascrivibili al filone gotico. Assai gettonati il castello di Saint-Pierre e il castello di Issogne.

Potete tranquillamente intervallare le vostre esplorazioni con giornate di pieno relax da trascorrere alle Terme di Pré-Saint-Didier, stabilimento risalente al 1834 che si dota di piscine interne ed esterne, saune in legno e un bel giardino. 

Cosa vedere ad Aosta

Gemma di vestigia romane

Non vi è alcun dubbio che sia Aosta l’indiscussa principessa della regione, un capoluogo traboccante di vestigia romane e strutturata urbanisticamente sul modello ortogonale cardo-decumanico. I quartieri popolari si dispongono secondo un ordine a scacchiera, ma restano agglomerati intorno al centro storico ch’è il cuore pulsante della vita cittadina. 

Anticamente, Aosta era difesa da un’imponente cinta muraria i cui accessi corrispondevano alle quattro porte, fra le quali Porta Praetoria. Ci sono ancora tracce nell’abitato delle terme, del foro del teatro e dell’anfiteatro, immancabile nelle cartoline. Pensate che solo Roma ha più vestigia riconducibili all’Impero d’Occidente. Il capoluogo si fregia della presenza del criptoportico forense, del Ponte sul Buthier, della Villa romana della Consolata e della Necropoli oltre la Porta Decumana.

Il territorio regionale vanta diversi santuari dislocati – vedasi il Santuario di Notre Dame de Guérison – ma in città trionfano le posture fiere della Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista e la Collegiata di Sant’Orso.

Eventi, cucina ed enogastronomia

Fiere, delizie e artigianato  valdostano

Le occasioni migliori per apprezzare l’artigianato valdostano di tradizione e le delizie enogastronomiche risultano l’ormai centenaria Fiera di Sant’Orso e la folkloristica Bataille des Reines, che prevede combattimenti fra vacche gravide. La cucina valdostana non è molto eterogenea poiché fondata essenzialmente su piatti a base di fontina e carne bovina. Specialissimi e gustosi la soupe à la valpelleneintse, la carbonade e il dessert blanc-manger.

Collegamenti ferroviari e aeroportuali

Un unico aeroporto

Le arterie stradali principali della regione coincidono con la SS 26 della Valle d’Aosta e la A5, traforo del Monte Bianco annesso. La sola linea ferroviaria attiva è la Aosta – Ivrea – Chivasso – Torino. L’aeroporto regionale “Corrado Gex” a Saint-Christophe è quello di riferimento nonché l’unico.

Acque cristalline, natura incontaminata

Salento, natura incontaminata, mare e barocco leccese


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