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Basilicata: dalla Città dei sassi ai grandi parchi naturali

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La Basilicata è indubbiamente depositaria dell’anima dell’Italia del Sud, opimo forziere di una cultura che interessa i massimi livelli della bellezza espressiva umana, denotabile nel censo architettonico, ideologico, artistico e naturalmente storico.

Terra di creazioni meravigliose, la Lucania si divide fra montagne e colline, tra le quali sorgono i contesti urbani di maggior fascino e riferibili alle macro aree metropolitane di Potenza e Matera. Quest’ultima inimitabile Città dei Sassi echeggia da tempo nella cassa di risonanza delle perle mondiali inscritte nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO.

Sarebbe tuttavia sbagliato ritenere una regione di caratura internazionale esclusivamente “materacentrica”, considerazione da ritenersi non solo riduttiva ma anche ingrata. Non uno ma tanti, tantissimi tesori luccicano come e più dell’oro in un territorio dai paesaggi straordinari, certamente non convenzionali, permeati sia dai riflessi diretti dell’Appennino lucano che dell’unica pianura presente, ovvero la Piana di Metaponto.

A contribuire all’inedita diversità ambientale il geoparco del Pollino condiviso con la Calabria, il vulcano Vulture (non attivo) con i laghi di Monticchio, i boschi inscritti nelle Dolomiti lucane e il vasto Parco dei Calanchi. Da aggiungere per dovizia il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, famoso altresì con il nome di Parco della Murgia Materana. Ionio e Tirreno i due mari che bagnano tratti di costa di discinta beltà scenografica.

Ora, la domanda che si pone chi non ha mai visitato la Basilicata: cosa c’è da vedere? Ça va sans dire, tantissimo, a cominciare da una miriade di castelli medievali, emblemi di un’architettura antica, borghi collinari stupefacenti e località balneari che rappresentano solo la punta dell’iceberg.

E vedere, poi, coincide il più delle volte con il fare. Praticamente ogni aspetto della regione si tramuta magicamente in un’attrazione turistica. Alziamo il sipario e andiamo a scoprire le gemme incastonate in questo tessuto fecondo.

I Sassi di Matera

Matera e i suoi Sassi – dal 1993 Patrimonio dell’Umanità UNESCO – costituiscono un’unicità non rilevabile in nessun altro angolo del pianeta. I Sassi sono da sempre indicati come un fitto sistema di grotte popolate che ha scandito il ritmo della storia locale, lasciando al giudizio contemporaneo una valigia di sogni materializzatasi in graziose botteghe, curiose abitazioni e chiese rupestri che vantano un’aura mistica. 

Risalgono al Paleolitico i primissimi insediamenti, tutti sopravvissuti fino a oggi. La stagione ideale per visitarli? In estate, specialmente a luglio quando si svolgono le celebrazioni patronali in onore della Bruna e nelle strade si respira il profumo della festa. Il contesto assume un profilo magico nel periodo natalizio: le sere d’inverno rendono i Sassi di Matera un autentico Presepe Vivente dalle spettacolari sfumature.

A Matera sono stati girati i capolavori del cinema “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini e “La Passione di Cristo” diretto da Mel Gibson.

Il villaggio fantasma di Craco

Alle pendici di imponenti speroni di roccia, uno stuolo di casupole addossate l’una all’altra lancia un malinconico messaggio fatto di solitudine, mistero e fascino. È l’eco di Craco, un villaggio fantasma dai tratti alquanto pittoreschi, ciò che resta di un minuto borgo andato spopolandosi dopo la frana disastrosa del 1963 e poi definitivamente abbandonato.

Il Castello di Melfi

Architetture medievali e chiese rupestri si aggregano ancor più a Melfi, fulcro della passata “normannità” che fece il proprio corso in Basilicata. Nella bella ed emblematica città del potentino si erge fiero il Castello fatto costruire dall’imperatore Federico II di Svevia. Attualmente è sede del Museo Archeologico Nazionale del Melfese, ricco di numerosi reperti antichi. Risale al II secolo d.C, ad esempio, un pregevole sarcofago in marmo finemente decorato a rilievo.

Venosa tra storia e poesia

Venosa, in provincia di Potenza, è più che una città, un crogiolo di storia millenaria che a un certo punto vide sbocciare qui il genio del poeta latino Orazio, di cui è possibile visitare la casa natia. Fate il pieno di cultura accedendo al Museo Archeologico sito fra le mura del Castello Aragonese, passando poi ai sepolcri normanni della Santissima Trinità e le antiche catacombe ebraiche. È inscritto nella dorata lista de I borghi più belli d’Italia.

Maratea e la Statua del Redentore

Optare per una vacanza a Maratea significa godere di spiagge di ampio respiro, mare limpido e servizi degni della migliore località balneare. Effettivamente, la costa tirrenica offre davvero un’infinità di spunti per un relax a tutto tondo, ma la cittadina lucana concede quel qualcosa in più per venire ricordata come piccolo paradiso del sud. 

Il suo centro storico si articola in due piazze – Vitolo e Buraglia – da cui partono vie diramanti in vicoli stretti costeggiati da bar, caffetterie, tanti negozi e ristorantini romantici. La sua urbanità raccoglie oltre 40 edifici di rilievo, in maggioranza chiese e palazzi nobiliari. Non è un caso che Maratea venga soprannominata “la città delle 44 chiese”.

Inoltre, sulla cima del Monte San Biagio domina la Statua del Redentore, scultura cristiana fra le più alte in Europa, posta a un’elevazione di 21 metri s.l.m. Realizzata da Bruno Innocenti, è in marmo di Carrara e cemento, ubicata in un punto panoramico dal quale si osserva estasiati l’intero orizzonte, un belvedere che toglie il fiato. Maratea si trasforma così in una piccola Rio de Janeiro.

Parco Archeologico e Museo Archeologico Nazionale di Metaponto

Dell’epopea magna greca sono rimaste importantissime testimonianze archeologiche, resti di una colonia oggi rispondente all’abitato di Metaponto. Al tempo stesso coincide con un sito dove convivono i prestigiosi ruderi di antichi edifici sia religiosi che civili. 

Un museo a cielo aperto in cui permane la eppur parziale magnificenza dei templi dorici di Atena, Apollo ed Era, databili fra il 570 e il 530 a.C. La collezione museale conta poi armi, monili e gioielli, reperti e ceramiche risalenti all’età del Bronzo. Il Parco Archeologico e Museo Archeologico Nazionale di Metaponto diventa dunque una tappa obbligata.

La Cripta del Peccato Originale

Talvolta capita di visitare luoghi che ci mettono in contatto con una dimensione temporale remota, un passato lontano ma ben parte della storia dell’umanità. Uno di questi è la Cripta del Peccato Originale, una profonda grotta paleolitica incastonata nell’imponente Altopiano delle Murge. 

Messo piede all’interno, si viene catapultati in un mondo altro, un antro mistico le cui pareti riportano affreschi a tema biblico: ecco allora svelarsi la Creazione, Pietro e Andrea, la Vergine Maria e un ciclo di altri incredibili affreschi che si fa fatica a concepire come frutto della mera mano dell’uomo. 

Sembrano più dei miracoli artistici che impreziosiscono un ambiente ai limiti del magico, soprannominato la “Cappella Sistina dell’arte rupestre” per i suoi tesori pittorici ascrivibili all’VIII secolo ca. Presidio museale, vi si accede previo acquisto del biglietto a 10,00 euro comprensivi di audio guida multilingue.

Le spiagge della Costa Ionica

Una lunga striscia di sabbia costellata di ombrelloni colorati, strutture ricettive e uno spumeggiante susseguirsi di onde che bagnano la battigia sul fronte opposto a una colonna di radiose palme. È il litorale vivo e dinamico della Costa Ionica, 30 km di spiagge alternate ad aree pregne di storia e cultura. Le principesse qui sono due, Metaponto e Policoro, che ogni hanno fanno registrare grandi numeri in termini di affluenza turistica. Ma perché piacciono così tanto?

Intanto perché queste due cittadine risultano a misura di famiglia e rispondono alle esigenze di qualunque tipologia di avventore. Il loro lungomare appare straordinario, inoltre si prestano a un folto corollario di attività da svolgere all’aria aperta. Il sole si fa sentire assicurando abbronzature trendy agli amanti della tintarella. Chi invece non gradisce stare troppo fermo, ha a disposizione il placido Mar Ionio per compiere immersioni subacquee, fare snorkeling, surfare o solcare la superficie con rombanti acquascooter. 

La natura si manifesta potete a Policoro, che ospita un’Oasi WWF popolata da tartarughe.

Il Massiccio del Pollino e il suo Parco Nazionale

Il più grande parco d’Italia si trova in Basilicata ed è il Parco Nazionale del Pollino, esteso sulle alture di un massiccio rigoglioso, ideale per escursioni di ogni ordine e grado. Che sia a dorso di cavallo, sul sellino di una mountain bike o a passo d’uomo, una gita è innanzitutto un’esperienza da vivere a pieni polmoni, immersi in una natura pittrice di ineguagliabili panorami, un mosaico dalle tessere diversificate. 

Alcune di esse contano boschi verdi e verdi vallate, altre paesini dove il tempo si è proprio fermato, cristallizzando scorci poetici rilevabili già nel XV secolo. La biodiversità faunistica investe il visitatore come un fiume in piena: difficile contenere cotanta bellezza, una meraviglia presieduta dal Monte Pollino la cui vetta raggiunge i 2.248 metri senza colpo ferire. Da quella sommità si ammirano il Tirreno e lo Ionio, nonché i villaggi caratteristici della zona, in particolare San Paolo e San Costantino Albanese, abitati da comunità arbëreshë, custodi di vetuste tradizioni.

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Salento, natura incontaminata, mare e barocco leccese

Acque cristalline, natura incontaminata

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