Fondata dagli Elimi, che si erano riprotetti sulle montagne dell’entroterra del loro porto presso la odierna Castellamare, Segesta resta una delle colonie che riserva agli archeologi sempre nuove sorprese. Il suo tempio rinomato come uno dei più bei templi greci di Sicilia non è per nulla greco, ma le evidenze archeologiche fanno pensare piuttosto ad un ad un santuario suburbano eretto sempre nel V sec.a. C. rimasto incompiuto le cui caratteristiche hanno soltanto ad un primo superficiale sguardo gli elementi del tempio dorico, ma in realtà mancano di tante particolari dell’architettura greca, uno dei più importanti il procedimento di costruzione che non fu dall’interno verso l’esterno, ma viceversa.

Molti reperti Elimi, vasi, iscrizioni etc.hanno la stessa caratteristica di sembrare greci ad una prima superficiale valutazione, ma di mancare poi di una serie di elementi riferibili ad essi. Eterna nemica di Selinunte, Segesta, combattè a fianco dei Cartaginesi e con loro partecipò alla distruzione della colonia nel 409 a. C. entrando decisamente nell’orbita punica.

Tutta intorno al monte Barbaro la città si presenta oggi dominata da uno stupendo Teatro ellenistico dal quale si gode uno spettacolo superbo degno di suscitare negli spettatori la catarsi che era il fine del teatro greco. Il teatro ospita ogni anno rappresentazioni classiche ed ospita il Laboratorio Internazionale di Drammaturgia, il cui scopo è di rendere il teatro “scena Millenaria per i classici del mondo”. Sulle scene della sua orchestra si sono avvicendate compagnie di tutto il mondo dai Dervisci rotanti ai danzatori indiani a poeti che hanno declamato i loro versi in incontri organizzati alle prime luci dell’alba in condizioni di soprannaturale suggestione. A pochi chilometri è possibile fare un piacevole bagno alle Terme Segestane, bagni di acqua sulfurea già conosciute in epoca romana.

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