Chi di voi conosce Civita di Bagnoregio alzi la mano. Pochi direi…Infatti per le strade di Civita puoi trovare due tipi di persone: i pochi residenti, la maggior parte dei quali over 80, e i turisti, tutti stranieri. Sembra che questa piccola meraviglia sia ignorata da noi italiani, eppure é una perfetta gita di un giorno se state a Roma, a pochi minuti di macchina da Orvieto.

Se il traffico e il rumore che circonda il vostro Bed and Breakfast romano vi hanno stancato potete noleggiare un’auto e partire verso nord in direzione Orvieto, troverete le indicazioni per Civita di Bagnoregio dopo poco più di un’ora di autostrada. Una volta arrivati a Bagnoregio, il borgo moderno, lasciate la macchina (non preoccupatevi, non ci sono problemi di parcheggio) e abbandonatevi alla vista mozzafiato. Dalla cima della collina potrete ammirare il declivio che porta ad una profonda vallata a conca circondata da altri colli, ricoperti da un manto di ulivi e scura vegetazione mediterranea. E proprio nel mezzo di questa conca sorge il blocco di tufo su cui si regge, in equilibrio precario, Civita di Bagnoregio. A prima vista non si può non notare la bellezza di questo borgo, così perfettamente fuso con la natura sottostante, le case di pietra arroccate e ammassate l’una contro l’altra, ma anche come sui lati il blocco di tufo sembri lentamente affossarsi.

E’ chiamata infatti la città morente, e visitandola, vedrete un paio di punti dove il terreno ha ceduto portandosi con sé un pezzo di paese.
Civita é così piccola e tutta bella che é inutile perdere tempo suggerendo cosa vedere: giratela tutta! Passeggiate lentamente, tanto non c’é la calca di Roma, soffermatevi sui dettagli e lasciatevi incuriosire da ogni angolo. Troverete dettagli di una semplicità e autenticità affascinanti, e punti di osservazione dove potete fermarvi ad ammirare il panorama per tutto il tempo che volete, senza che nessun altro turista arrivi a reclamare il suo turno.

Mangiate in una di quelle tavernette che trovate sulla via principale (forse l’unica!). Si nota un pallido tentativo di avvicinarsi al turismo, sia con i menù inglesi che con i prezzi, ma per lo più si mantengono a livelli più che accettabili, e vi potete far grigliare nel camino un paio di salsicce e delle bruschette per pochissimi euro.

Alla fine del paese, la via principale scende snodandosi sul fianco del colle verso piccole grotte etrusche. Le prime due sono state utilizzate come stalle fino a pochi anni fa. La terza grotta contiene una strana cappella: scavata in profonditá nella roccia e chiusa da un cancello di ferro, é la Cappella degli Incarcerati, contenente una piastrella in ceramica raffigurante la Madonna con Bambino. In epoca etrusca, la cappella doveva essere una tomba, e in epoca medievale, fu usata come prigione.
Dopo la cappella, il percorso prosegue con una pista sterrata che conduce verso un tunnel etrusco. Abbastanza alto per permettere alle donne di passarci attraverso tenendo una brocca in testa, il tunnel probabilmente serviva da collegamento col fiume sottostante.

A Civita il senso della storia si sente, forte e tangibile. E non solo nelle mura di pietra che sembrano aver fermato il tempo, ma anche nei vecchietti che trovate in giro, che hanno sempre vissuto lí e portano negli occhi i decenni. Sicuramente un’esperienza immancabile della nostra bella Italia.

0 Commenti