Ameno borgo di origine medievale, Roccastrada ha preservato nei secoli antiche tradizioni e caratteristiche feste popolari. Nota intorno al 1100 come Rocca di Fabiano, essa sorse ai margini di una delle maggiori vie di comunicazione tra Siena e Grosseto. L’abitato, posto su di un’alta piattaforma rocciosa, fu castello fortificato sotto gli Aldobrandeschi, passò a Siena nel XIII secolo e venne infine assorbito nella sfera di influenza del potere fiorentino nel XVI secolo.

Il centro storico ha mantenuto la fisionomia originaria, con stradine tortuose e vetusti edifici. Le mura sono visibili solo a tratti, mentre sul versante occidentale un sassoso strapiombo costituisce da sempre una difesa naturale. Il giro di visita consente di ammirare, tra l’altro, il cassero, la chiesa di S. Niccolò (con dipinti di Giovanni Maria di Ser Giovanni Tolosani), la Torre dell’Orologio e la chiesa della Madonna delle Grazie. Una caratteristica dimora rinascimentale, nota come Casa Cucinelli, reca all’interno l’allestimento cinquecentesco. Dal punto panoramico delle Rocche si può godere di un’ampia vista sulla vallata, mentre nella contrada del Portoncino troviamo il simbolo del paese, un arco di accesso modellato in eleganti forme per un villa mai costruita.

Il periodo migliore per compiere questo itinerario è senza dubbio la prima metà di settembre, in occasione del famoso Palio dei Ciuchi, manifestazione agonistica dalle lontane origini. Evento amato e atteso dalla popolazione, il palio viene disputato dalle otto contrade del paese, che si confrontano appassionatamente dopo una sfilata di carri allegorici. Un’atmosfera ricca di suggestioni avvolge lo spettatore tra colorati stendardi e antiche rivalità.

Il territorio che circonda il comune di Roccastrada offre verdi boschi e una fauna selvatica altrove rara. Due sono le riserve naturali presenti in quest’area. Vaste e contigue, esse rappresentano un’oasi protetta per specie dalla limitata diffusione geografica. La Riserva Naturale del Torrente Farma possiede un microclima adatto a una flora di tipo montano, qui insolitamente attestata a bassa quota (faggio, acero di monte, betulla). Troviamo poi castagneti, sugherete e numerosi animali selvatici (puzzola, martora e gatto selvatico). Il tritone alpestre apuano nuota nelle acque dello stagno della Troscia. La Riserva Naturale La Pietra, densamente forestata, prende il nome da un caratteristico sperone roccioso. Oltre alla flora e alla fauna già incontrate nell’oasi precedente, è possibile scorgere alcuni rapaci in volo.

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