Tra i consigli per viaggiatori non si può scartare la perla ed il centro più caldo della riviera romagnola. Ogni anno milioni di turisti scelgono gli alberghi di Rimini e della provincia per le proprie vacanze.
Rimini pur includendo nella sua provincia tutta la costa romagnola con migliaia di alberghi, non è solo uno tra i più prestigiosi centri balneari d’Europa, ma senz’altro non delude chi vi ricerca gioielli d’arte.

Partendo dalle testimonianze di età romana quali l’Arco di Augusto, il Tempio di Tiberio e i resti dell’Anfiteatro si arriva ad una delle più notevoli testimonianze del Rinascimento italiano, il Tempio Malatestiano. La scuola di pittura riminese del ‘300 trova ampia espressione nella chiesa di Sant’Agostino. A completare il panorama artistico di questa stimolante città ci sono la chiesa di San Giuliano, il borgo e le sue antiche tradizioni marinare e il porto canale. Dal punto di vista mondano a Rimini si può scegliere tra 1.500 alberghi e una miriade di locali notturni e discoteche, tutti collegati da una fitta rete di mezzi pubblici: un’offerta che non teme confronti.

Da vedere:

A Rimini
Il Tempio malatestiano
Dedicato a S. Francesco, è il monumento simbolo della città, ritenuto una delle più importanti creazioni del primo Rinascimento. L’originaria cappella medievale fu quasi interamente rinnovata da Leon Battista Alberti, dal 1447 al 1460, per volere di Sigismondo Malatesta. Dopo i gravi danni subiti durante la seconda guerra mondiale, la chiesa fu restaurata nel 1945-50. La maestosa facciata è ispirata alle forme dell’arco trionfale romano; nel fianco destro solenni arcate racchiudono sarcofaghi di personaggi illustri. L’interno è gotico, a una navata. La ricca decorazione plastica è del fiorentino Agostino di Duccio. A destra dell’ingresso il sepolcro di Sigismondo Malatesta. Nella seconda cappella, la tomba di Isotta degli Atti, terza moglie di Sigismondo, opera forse di Matteo de’Pasti, e Crocifisso su tavola, dipinto da Giotto nel 1312.

Anfiteatro romano
Di età adrianea, imponente per dimensioni, poteva ospitare in origine circa 10 mila spettatori. Scoperto nel 1844, e rimesso in luce negli anni 1926-35, oggi consta di parte dell’arena, della cavea, e di due arcate del portico esterno.

Arco d’Augusto
Il più antico degli archi romani superstiti, fiancheggiato da colonne, è sormontato da un timpano, dalla merlatura medievale. Fu innalzato nel 27 a.C. in onore di Augusto, restauratore della Via Flaminia, che si univa in questo punto alla Via Emilia.

S. Agostino
Chiesa romanico-gotica del 1247, ha un alto campanile. All’interno, a una navata, interessanti affreschi di scuola riminese del Trecento. I dipinti della cappella sotto il campanile sono da attibuire a Giovanni da Rimini; gli affreschi nell’abside sono del cosiddetto Maestro dell’Arengo e di un ignoto pittore coevo. Nel battistero, un grande Crocifisso trecentesco su tavola.

Il ponte di Tiberio
Alle origini sul fiume Marecchia, oggi deviato più a nord, è a cinque arcate. Fu iniziato da Augusto e terminato da Tiberio, tra il 14 e il 21 d. C. Al di là del ponte, sulla destra, la chiesa cinquecentesca di S. Giuliano, che custodisce una pala di Veronese e un polittico di Bittino da Faenza (1409).

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