Chitignano, il più piccolo dei comuni del Casentino, sorge tra foreste e corsi d’acqua, in un ambiente ameno e distensivo. I suoi boschi, tuttavia, celano memorie di un antico contrabbando.
Feudo degli Ubertini per quattro secoli, il borgo beneficiò dei privilegi di una notevole autonomia fiscale, sviluppando così attività redditizie, spesso al di fuori del controllo amministrativo.

chiPrima la coltivazione del tabacco, poi la produzione di polvere pirica furono oggetto di commerci clandestini, lungo i valichi montani verso l’Umbria e la Romagna.
Il Museo del Contrabbando illustra i sistemi di lavorazione della polvere da sparo, i cui componenti venivano miscelati all?interno di mortai in pietra (i pilli) nei luoghi più oscuri e inaccessibili di queste terre. Un percorso attrezzato conduce presso le rive del torrente Rio, dove un enorme pillo scavato nella roccia emerge dal folto della vegetazione.
A poca distanza dal paese, il Castello Ubertini svetta su un poggio sopra le chiome dei cipressi. Di grande interesse la visita al complesso fortificato, che consta di numerosi ambienti, scalinate e cortili. Si segnalano il corpo di guardia, riccamente affrescato, e il piano superiore, con la sala delle condanne capitali, che conserva una pregevole sinopia all’interno di un tabernacolo murale.
Nei dintorni dell’abitato sgorgano infine acque minerali dalle virtù terapeutiche. Ottime contro le affezioni dell’apparato digerente, del fegato e dei reni, queste sorgenti offrono piacevoli bagni e fanghi naturali.

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