Napoli è una città dai mille volti, volti di studenti affannati, di lavoratori pendolari, di turisti affaccendati, degli abitanti che magistralmente si destreggiando tra il dedalo di strade che compone i quartieri più caratteristici.

La folla che continuamente serpeggia per la città è composta per lo più da chi è riuscito a cogliere una delle tante opportunità di lavoro che il territorio offre, magari tramite uno degli annunci di Napoli pubblicizzati on line. E anche chi a Napoli svolge la propria attività professionale non può fare a meno di ammirare i tesori che nasconde.

Bellissima è Spaccanapoli, la strada che conduce dai quartieri spagnoli a Forcella, eredità di uno dei tre decumani in cui i romani organizzarono la città.
Percorrendola, si vedranno susseguirsi chiese, musei, palazzi antichi, piazze e una miriade incontrastata di pizzerie, tutte famose per servire un prodotto eccezionale, che qui è nato e qui ha trovato il suo massimo splendore.

Da vedere a Napoli è il Palazzo Reale, commissionato a Domenico Fontana nel 1600 in occasione della visita del Re Filippo III. L’Appartamento Reale, la Cappella Reale, i Giardini e il Teatrino di corte sono tutte piccole perle di bellezza, che il tempo ha pressoché conservato invariate.
Nel capoluogo campano si trova anche il Museo Archeologico di Napoli, uno dei più importanti del mondo per la quantità e la qualità delle opere che custodisce al suo interno.

Qui è possibile osservare da vicino i ritrovamenti degli scavi di Pompei, reperti dell’età greco-romana, oggetti dell’antico Egitto e dell’Etruria e le monete della collezione Santangelo.

A testimonianza del valore artistico che la città partenopea possiede, presso la Cappella San Severo si può ammirare il Cristo Velato, un’opera tra le più affascinati mai viste.

Alcuni raccontano che il velo che copre il Cristo disteso fosse in realtà in tessuto e che sia poi stato trasformato in roccia grazie ad uno speciale liquido inventato dal Principe San Severo, altri, invece, ritengono che il velo sia frutto della maestria di Giuseppe San Martino.

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