La civiltà degli etruschi si sviluppa tra l’VIII secolo e la metà del I° secolo a.C. su un’area che comprende la Toscana, l’Umbria e l’alto Lazio. Importanti tracce della presenza di questo popolo sono state trovate anche in Emilia Romagna e nella valle Padana. L’arte degli etruschi è un prodotto delle singole città stato, di cui sono spesso rimasti tratti di mura megalitiche. La grande importanza attribuita dagli Etruschi al culto dei morti è testimoniata dalle necropoli tornate alla luce.

In molte tombe sono stati ritrovati raffinati oggetti di oreficeria, importanti sculture in terracotta e in bronzo, sarcofagi e stupende pitture parietali. L’architettura etrusca ebbe grande sviluppo anche nella produzione civile e religiosa. La deperibilità dei materiali usati (legno, terracotta) spiegano la perdita quasi completa di così preziosi documenti.

Cerveteri

Si trova vicino Roma una tra le città più ricche per testimonianze risalenti al periodo etrusco. Conosciuta soprattutto per le monumentali necropoli a tumulo, comprendenti tombe dal VII al I sec. a.C, in questa cittadella fu inventato un tipo di ceramica caratteristico dell’Etruria: il “bucchero”, ceramica nera e lucida, con decorazione graffita o impressa a stampo. Insieme a Tarquinia, Cerveteri è uno dei luoghi che trasmettono più forti e in modo più completo immagini della civiltà etrusca. Grande centro commerciale in epoca etrusca grazie alla vicinanza con il porto di Pyrgi (presso Palo) , dopo esser stata conquistata dalla neonata città di Roma, Cervetri perse quasi totalmente la sua importanza a livello politico ed economico. Con il passare dei secoli divenne prima un borgo medievale ed infine passo’ sotto la protezione di diversi signori locali, ma sempre rimanendo sotto diretto controllo dello Stato della Chiesa. Oggi giorno è un paese di circa ventitremila abitanti ed un buon posto di villeggiatura grazie alle numerosissime presenze di reperti risalenti al periodo etrusco ma soprattutto data la vicinanza con la città di Roma. La città custodisce un importante museo in cui sono esposti, suppellettili, vasi, anfore, corredi e resti del tempio.

Chiusi

Posta nella parte inferiore della Valdichianna , Chiusi (circa 9000 abitanti) insieme a Volterra può essere considerata una delle principali città aventi testimonianze storiche risalenti al periodo etrusco. Di probabile origine umbra, è però riconosciuta come etrusca e, attorno al periodo tra il VII e il V secolo a.C, raggiunse una tale prosperità economica e divenne tanto potente da poter inviare i suoi soldati, sotto la guida del re Porsenna, ad assediare la stessa Roma. Testimonianze di questo glorioso passato sono presenti al Museo Nazionale Etrusco, avente sede nella stessa cittadina, che ha raccolte di grandissimo interesse, in particolare modo quella dei buccheri, lucenti e decorati vasi di terracotta nera di produzione chiusina. Sotto il dominio romano, tra il II e il III secolo d.C, Chiusi subì un notevole ampliamento favorita dalla sua importanza commerciale in quanto, oltre ad essere al centro della convergenza di importanti strade consolari, era collegata direttamente a Roma attraverso una rete fluviale. A partire dal XI sec. d.C, quando la Valdichianna divenne malsana e paludosa, anche la cittadella fortificata venne colpita da un grave decadimento e spopolamento, per poi riprendersi solamente nel XVI sec. quando entrò a far parte del Granducato fiorentino. Oggi Chiusi è un accogliente paesino inserito in uno splendido paesaggio tipico delle colline toscane, famosa, oltre che per le sue bellezze artistiche, anche per la produzione di pentole in coccio. Fra la città e il suo piccolo lago si estende la necropoli etrusca, sparse di tombe a camera scavate nel tufo.

Tarquinia

Posta presso il fiume Marta, Tarquinia nel IV sec. a.C è senza dubbio il centro egemone della cultura etrusca. Infatti, in questa località in provincia di Viterbo, si sviluppò la scuola pittorica più viva ed originale dell’arte etrusca, che può essere ancora ammirata sulle pareti delle tombe dette a “camera”,ancora visitabili.. L’antica sede viene abbandonata verso il VII d.C secolo per il costituirsi di un nuovo insediamento più numeroso, che è ancora tutt’ oggi la parte antica del paese. Tra la fine del XII e l’inizio del XIV sec. d.C la città raggiunse la sua massima floridezza economica e il maggior grado di autonomia politica. Nel 1362 Tarquinia venne pero’ occupata dall’ Albornoz che la ricondusse sotto l’ autorita’ della Chiesa. Da questo momento in poi la città, a parte la piccola parentesi della splendida signoria dei Vitelleschi, subì un irrimediabile decadenza di prestigio. Oggigiorno Tarquinia è un accoglievole paese in stile medievale di circa quattordicimila abitanti che è rinomata nel Lazio e non solo, oltre che per le sue bellezze artistiche e storiche, per la sua arte orafa e per la produzione di terracotte in stile etrusco. Da visitare la necropoli e il Museo Nazionale Tarquinese.

Tuscania

Questa ridente cittadina, in provincia di Viterbo, sorge su un terreno collinoso di roccia tufacea. Fu sede in epoca etrusca di un centro urbano di notevole importanza, del quale si possono riscontrare testimonianza all’interno del Museo Nazionale Tuscanese che raccoglie numerosi sarcofagi in terracotta, una serie di sarcofagi in nenfro, recentemente scoperti e una splendida raccolta di ceramiche rinvenute nei pozzi delle case medievali. La conquista avvenuta da parte Romana nel III sec. a.C , non determinò la rovina della città , ma al contrario gli diede un nuovo impulso commerciale, soprattutto con la costruzione della via Clodia, grande via di comunicazione dell’impero, che divenne la strada attraversante il centro. Una forte crisi demografica ed economica segnarono tangibilmente la città dopo la conquista Longobarda (569 d.C) e solamente l’acquisizione da parte dello Stato della Chiesa diede un nuovo vigore a Tuscania. Tuttavia il decisivo colpo che fermò irreversibilmente la crescita della città , furono il saccheggio e le devastazioni delle truppe di Carlo VIII (1495). Da questo momento in poi si attuerà una lenta ma graduale ricostruzione sotto tutela dello Stato Pontificio, che comunque non coinciderà mai con una effettiva espansione. La ricchezza del patrimonio sia etrusco che medievale rende questo paese uno dei più interessanti dell’entroterra laziale; oltretutto Tuscania è l’ideale per gli amanti delle terraglie rustiche in terracotta (pignatte, boccali, scolapasta, tegami e vasi di ottima fattura) che potrete trovare ad un prezzo assolutamente abbordabile e inutile a dirlo, per coloro che apprezzano una cucina con piatti semplici ma gustosi. E’ possibile visitare i resti delle necropoli etrusche e un Museo archeologico tra i più importanti.

Volterra

Appare così alta sui rilievi collinari da essere stata chiamata “città del vento”. Fondata da popolazione etrusche probabilmente fra il V e il VII sec. a.C, la ricchezza di oltre che per una fiorente economia di tipo agricolo, era dovuta alla risorse metallifere delle sue colline e alla padronanza degli scali lungo la costa tirrenica. Solo verso il 260 a.C entrò a far parte della confederazione italica e nel 90 a.C ottenne la cittadinanza romana. In epoca longobarda Volterra divenne sede di un Gastaldato, ma il suo potere cominciò diminuire lentamente fino a quando nel X sec. d.C la città fu quasi totalmente distrutta. Con la riedificazione iniziarono una serie di conflitti frasignori locali e il Papato, che si conclusero verso la metà del XII secolo d.C con la nascita del libero comune, la cui prima iniziativa fu la edificazione di una nuova cinta muraria. In seguito la città divenne prima dominio fiorentino (1427) con il Magnifico e poi seguì la storia del Granducato di Toscana.

La bellezza di questa località consiste nel fatto che, in una superficie così ridotta si fondano stili così diversi fra loro come imperiale, medievale, rinascimentale e barocco, in maniera a dir poco affascinante. Da segnalare l’arte di lavorare l’alabastro che ancora oggi è viva, anzi si può dire che costituisca un’attività tipica. Il Museo Etrusco Guarnacci è anche da visitare, composto da 25 sale ed espone oltre 600 notevoli urne etrusche provenienti da scavi locali. Tra le sculture è celebre “l’ombra della sera”, notevole sono le monete, le armi e le ceramiche pure esposte.

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