Il sito preistorico della Valcamonica, ancora non completamente esplorato, si estende su un’area lunga 70 chilometri. Le figure, incise su circa 2440 rocce, sono circa 300mila. Queste incisioni rupestri, di cui esistono esempi simili solo in Spagna, nell’Assia, in Svezia ed in Gran Bretagna, hanno carattere simbolico ed evocano scene di navigazione, di danza, di guerra, di aratura, di magia. Trattandosi di un’area molto vasta è consigliabile scegliere prima bene gli itinerari che si vuole percorrere. Ci sono, per esempio, il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, a Capo di Ponte, con 104 rocce incise ed i menhir istoriati dell’età del Rame e la zona di Cemmo con le incisioni dei pugnali con lama triangolare ed impugnatura semilunata. Qui grande spazio è riservato agli animali: cervi, camosci, volpi, ruminanti sono incisi in file regolari e allineate. Il territorio più ricco di incisioni della Valcamonica copre il versante montano del Comune di Paspardo, con incisioni che risalgono ai vari periodi della preistoria, dal Neolitico Finale all’età del Ferro sino al Medioevo. Tra i siti principali di Paspardo, Vite, con circa 30 rocce, In Valle, nota per le scene che rappresentano fronteggiamenti di cervi, Dos Sottolajolo con la “Roccia degli Spiriti” ed in fine Capitello dei due Pini, da dove si gode di un panorama mozzafiato della valle. L’arte rupestre della Val Camonica è il primo sito italiano ad essere inserito nella lista UNESCO dei luoghi “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”, nel 1979. La motivazione del Comitato UNESCO considera eccezionale l’importanza di così antiche e così numerose testimonianze di una tradizione culturale di una civiltà esistente o del passato. Le incisioni della Val Camitica raffiguranti temi di agricoltura, navigazione, guerra e magia sono direttamente o materialmente legate ad eventi o tradizioni di vita, con idee, credenze, lavori artistici o letterari d’eccezionale valore universale.

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