In Roma, il culto isiaco fu perseguitato a più riprese e si propagò in tutte le parti dell’impero. In Italia, il culto della divinità egizia si sviluppò prevalentemente nell’epoca Imperiale, ed ebbe una diffusione di gran lunga maggiore rispetto a quello di Dionisio (Bacco) e Cibele.Iside è considerata la dea della natura, della fecondità, la madre di tutte le cose, la dea universale. Iside fu identificata da altri popoli con nomi diversi. In Grecia fu identificata in Era, Demetra, Afrodite, Selene, Io..Iside, Osiride e il figlio Horus formano la triade suprema della religione egizia. Essa è all’origine di molti altri miti, misteri e riti. La Dea egiziana Iside è menzionata fin dai Testi della Piramide del 2400 a.C. e compare nei miti quasi sempre con lo sposo Osiride.

IL MITO

Iside sposò Osiride, benefico e generoso Re d’Egitto. Osiride aveva un nemico implacabile, suo fratello Set, che personificava il principio del male e del disordine. Nefti, moglie di Set, sedotta dalla bellezza del cognato, si era data a lui, dopo aver assunto le sembianze di Iside, per non essere respinta. Dalla relazione nacque Anubi. Set venuto a conoscenza del fatto, ideò e realizzò una diabolica vendetta. Col pretesto di onorare Osiride, diede un banchetto, alla fine del quale fece portare una cassa riccamente ornata e la mostrò ai commensali dicendo che l’avrebbe donata a quello, fra loro, che l’avesse riempita esattamente della propria persona. Appena Osiride si stese nella cassa, Set e i convitati, suoi complici, inchiodarono il coperchio, portarono la cassa in riva al Nilo e la gettarono nel fiume. Iside e Nefti cercarono il cadavere di Osiride, lo trovarono nel delta del fiume e lo vegliarono. Una sera, Set vide il cadavere non vegliato e ne approfittò per tagliarlo in molti pezzi che sparse per tutta la zona paludosa. Iside, aiutata da Nefti e Anubi, raccolse i pezzi del cadavere di Osiride e lo ricompose. Anubi, con la sua magia, riuscì a dare una nuova vita a Osiride, non sulla terra, ma nel Regno dei Morti. Il dio Osiride, regnò così sul regno dei Morti e poté generare il figlio Horus, che grazie ai suoi poteri di grande maga, Iside poté nutrire e allevare di nascosto. Quando Horus divenne adulto, sconfisse e scaccio Set e fondò il Regno dei Faraoni.

Iside a ROMA: la Storia

Il primo a parlare del culto isiaco a Roma è Claudio Ennio (239-169 a.C.). Nella tarda età repubblicana il culto isiaco incontrò il favore del popolo e provocò reazioni anche violente nella nobiltà. Anche il Senato si pronunciò contro i culti isiaci nel 64 a.C. Un compromesso si trovò confinando i culti isiaci al di fuori della città di Roma. Con la conquista dell’Egitto si manifestò un’ondata di interesse nei confronti dell’arte e della cultura egizia, ma il culto di Iside non godette dello stesso favore, né con Augusto, né con Tiberio. Con Tiberio, in particolare, si manifestarono le più feroci persecuzioni contro la religione isiaca. Con Caligola cambiò del tutto l’atteggiamento del potere. I culti isiaci furono accettati e considerati con maggiore interesse, fino a diffondersi facilmente in tutto l’Impero. L’apice della diffusione del culto si raggiunse con Caracalla (211-217 d.C.) che lo promosse a religione di Stato. Iside veniva raffigurata con corpo di donna, con spire di serpente o come coppia di serpenti con le code unite, o come serpente che si morde la coda. Molti sono gli amuleti di piccolissime dimensioni ispirati a Iside, per i suoi poteri di guarigione, di protezione delle donne incinte e dei neonati.

Iside a Roma: Le testimonianze

Il più celebre tempio di Iside a Roma è quello di Campo Marzio, testimoniato nella Forma Urbis di epoca Severiana. La facciata dell’edificio è mostrata da una moneta di Vespasiano coniata nel 71 d.C. Sul frontone della facciata doveva essere riprodotta l’immagine di Iside-Sothis a cavallo del cane e circondata da sei stelle. In Piazza San marco è possibile ammirare il busto di donna noto come “Madama Lucrezia”, proveniente probabilmente dall’Iseo Campense. Il più antico luogo di culto isiaco di Roma è l’Iseum Metellium, fondato da Publio Metellio Pio nell’80 a.C., identificato con l’Iseo esistente nella Regio III augustea di cui alcune strutture dell’edificio sopravvivrebbero tra la via Labicana e Via Merulana, in Piazza Iside. L’Iseo Capitolino localizzato alle pendici del Capidoglio ebbe estrema importanza in età imperiale. L’edificio dei Giardini Colonna era probabilmente il Serapeo del Quirinale e nella Regio XII doveva trovarsi il sacello di Iside Athenodoria. I Musei romani che ospitano quanto rimane del culto di Iside sono:

  • Museo Nazionale Romano
  • Museo del Palazzo dei Conservatori
  • Museo Capitolino
  • Palazzi Apostolici
  • Appartamento Borgia
  • Città del Vaticano
  • Museo Gregoriano Egizio
  • Città del Vaticano

Iside a Napoli e Pompei

Il tempio di Pompei è il più completo tra quelli riportati alla luce, ricoperto dalla cenere durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Alcuni affreschi originali e oggetti facenti parte dell’arredo sacro dell’Iseo pompeiano sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Iside a Firenze

Del tempio di Iside a Firenze si hanno numerosi i ritrovamenti e scarse notizie relative all’aspetto esteriore. Il tempio doveva avere una pianta quadrangolare. I ritrovamenti si trovano presso il Museo Egizio di Firenze e il Museo Civico Archeologico di Fiesole.

Molti altri ritrovamenti sono conservati a:

  • Torino: Museo Egizio
  • Milano: Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche
  • Palestrina: Museo Archeologico Nazionale
  • Benevento: Museo del Sannio

Per Saperne di Più

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