Gallipoli è una cittadina conosciuta dai più soprattutto per i divertimenti che offre. Per questo molti giovani che scelgono di passare le loro vacanze in Salento, scelgono questa cittadina perché sicuri di trovare il tipo di divertimento che cercano grazie alle spiagge molto trendy ed attrezzate, alle discoteche e ai locali all’ultima moda che popolano la zona.

Tuttavia, nel centro storico, in quello che era l’antico borgo, si trova una bella fontana monumentale, che vale la pena di visitare. Per secoli, infatti, suddetta fontana è stata l’unica fonte di acqua dolce per i gallipolini.

Non si ha una data precisa per quanto riguarda gli inizi dei lavori di costruzione della stessa, sebbene è possibile ricondurre l’opera al periodo di passaggio tra l’età greca e quella romana.
Pertanto, la maggior parte degli studiosi la fa risalire al III secolo a. C., mentre altri la ritengono un’opera di costruzione molto successiva. In ogni caso, quale che sia la data precisa di costruzione, si tratta comunque della più grande fontana monumentale d’Italia e questo è un motivo più che valido per visitarla e per parlarne in modo approfondito.

Suddetta fontana si trova proprio all’entrata dell’isola su cui sorge il borgo antico, ma si dice che la sua collocazione iniziale non era quella, bensì una zona chiamata “fontanelle” per la presenza delle terme romane. Da lì sarebbe poi stata spostata verso la fine del 1500 per essere riposta nel luogo dove la si vede ora. La fontana è molto interessante dal punto di vista artistico: sono molto interessanti soprattutto i decori e gli altorilievi.

Sulla fontana campeggia lo stemma della città, ossia un gallo, che è vicino allo stemma degli Asburgo, dato che, quando è stata presumibilmente spostata, regnava Filippo IV re di Spagna e di Napoli. Quello che attrae di più sono i tre grandi riquadri che ci sono sulla fontana e che stanno ad indicare le metamorfosi di Dirdice, Salmace e Biblica.

La prima a sinistra , Dirdice, viene rappresentata distesa con accanto due tori e sopra il dio Bacco che la trasformò in una fonte. Sulla figura di Bacco c’è scritto un monito che invita chi guarda la fontana a non cedere alla gelosia, peccato mortale. Il mito racconta che Dirdice era la moglie del re di Tebe, Lico, e che, presa da gelosia, oltraggiò la nipote Antiope.
I figli di quest’ultima, Zeto e Anficone, vendicarono la madre attaccando Dirdice alle corna di due tori che la uccisero, ma Bacco, impietosito, salvò la donna, ma la trasformò in una fonte. Anche la storia di Sàlmace è quella di una metamorfosi, questa volta causata dalla seduzione che, come si legge, ammorbidisce lo spirito e toglie il coraggio. Si vede la donna con Ermafrodito che sono avvolti in un legaccio che viene teso loro da Venere al cui fianco compare anche Cupido. Sàlmace aveva chiesto agli dei di potersi fondere con Ermafrodito sino a diventare un corpo solo.

Ermafrodito era il figlio di Venere e questa lega i due amanti con una catena e dai loro corpi esce acqua. Biblide, invece, fu trasformata perché si innamorò di suo fratello Cauno. Quest’ultimo, spaventato, corse nel bosco per scappare dalla sorella che però lo raggiunse e, vedendosi rifiutata, incominciò a piangere ininterrottamente sino a quando gli dei non la trasformarono in una fontana. Sulla fontana monumentale di Gallipoli, tuttavia, c’è anche Ercole che combatte contro Nemeo, il leone, e Lerna, l’idra: questo vuole simboleggiare la forza che uccide le passioni ed è libera.

Se vi capita di trascorrere delle vacanza in questa splendida cittadina, vi suggeriamo dei confortevoli appartamenti a Gallipoli ideali per trascorrere un soggiorno all’insegna del comfort e del relax.

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