Se state trascorrendo qualche giorno di vacanza e relax a Catania, magari in un bed & breakfast e nella seconda metà di giugno, non dovete assolutamente perdere una delle feste religiose e folkloristiche più particolari e importanti di tutta la Sicilia, ovvero la festa in onore di San Giovanni Battista, patrono di San Giovanni di Galermo. Il 23 e il 24 giugno rappresentano per i sangiovese un motivo d’orgoglio e gioia, in quanto sono le due giornate di unità cittadina per antonomasia. È una feste di fede, devozione, felicità, umiltà e spiritualità quella che si tiene da queste parti, ma anche una celebrazione piena di suoni, luci, colori e addobbi artistici.

Il culto di San Giovanni Battista è molto antico, anche di più della chiesa a lui dedicata. La Chiesa di San Giovanni di Galermo infatti è stata costruita nel 1330, ma il culto in onore dell’accusatore di Erode Antipa ha sicuramente origini molto più remote. Qui infatti si trova la Grotta di San Giovanni, una galleria di vaste dimensioni, a cui fa seguito una piccola sala dove i seguaci, probabilmente, si riunivano in passato. Questa cavità poi si sviluppa proprio sotto l’abitato, e raggiunge la chiesa parrocchiale.

La festa in onore del Santo comunque raggiunge il suo apice il 23 giugno, con la solenne Processione Penitenziale, chiamata in questo modo perché viene effettuata con passi lenti, cadenzati, così da offrire a San Giovanni tutta la fatica e consentire l’espiazione dei propri peccati. Il 24 giugno la città viene letteralmente invasa da un numero di fedeli spropositato, che giungono alla Piazza Chiesa Madre anche scalzi, soprattutto per ringraziare San Giovanni per una grazia ricevuta.

Nel pomeriggio i fuochi artificiali incantano ed emozionano tutti i presenti, così come la “Svelata del Santo”, in cui la statua di San Giovanni addobbata di ex voto volge il suo sguardo amorevole verso i fedeli. Per l’occasione si svolgono anche una serie di eventi e manifestazioni collaterali, per sottolineare l’importanza della festa. Tra le tradizioni più celebri che viene rispettata c’è la recita di poesie dialettali sul fercolo, chiamata “i pueti da vara”.

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