L’Ordine dei Cavalieri Templari fu fondato in Terrasanta nel 1119. I Cavalieri pronunciarono i voti monastici di povertà, castità, di obbedienza e di difendere i luoghi santi. Gli scopi erano quelli di difendere le strade d’accesso ai luoghi santi dai banditi e dalle incursioni saracene, di accompagnare i pellegrini che ripetevano il rito del battesimo di Cristo, immergendosi nelle acque del Giordano, e di presidiare i pozzi e le sorgenti.

I Templari,  conosciuti forse solo come inventori della lettera di credito, compirono un’opera altamente civilizzatrice, che rappresentò una spinta al superamento del feudalesimo. Gli insediamenti templari sorsero ovunque, soprattutto nei luoghi strategici: alla confluenza di fiumi, lungo le vie consolari romane, sui monti, nelle campagne, nelle città, nei porti. L’Ordine dei Templari stava fra il sacerdotale e il secolare e cessò di esistere per per la persecuzione di papi e monarchi. Agli occhi del popolo furono sempre considerati innocenti. Esso salvava la società civile dai tristi effetti di una vita spensierata e frivola e lo stato ecclesiastico dall’ignoranza fratesca e dall’oziosa contemplazione. L’itinerario che segue evidenzia una piccolissima parte di quanto ancora rimane dell’opera dei Templari e si rimanda l’approfondita conoscenza dell’opera a letture di opere che vengono qui proposte.

Bari

La città diventa nodo stradale importante con la costruzione dell’Appia Traiana durante la dominazione greca, assumendo poi importanza come porto per i traffici con il vicino Oriente. In epoca barbarica è città contesa fra Longobardi e mussulmani ma il dominio più durevole è quello bizantino a cui risale la struttura urbana della città vecchia. Con gli Angioini inizia la decadenza della città, aggravata dalle epidemie che riducono la popolazione. Gli Sforza ridanno splendore a Bari, mentre con i Borboni si ha la creazione di un nuovo porto e la ripresa dei traffici con l’Oriente; la maggior parte dei monumenti presenti in città risalgono ai periodi bizantini, normanno, svevo. La città è al giorno d’oggi la seconda metropoli del Mezzogiorno per popolazione e peso economico; sede della fiera del Levante e di una Università tra le più frequentate del Sud.

TESTIMONIANZE La Gavina Medievale era un piccolo nucleo semicircolare affacciato sull’omonima fiumara della piccola Appia Antica. Del complesso templare rimane la chiesetta di San Giorgio a pianta rettangolare. E’ ormai fatiscente.

Brindisi

Brindisi era uno dei principali porti d’imbarco e sbarco da e per la Terrasanta, inoltre vi terminava la Via Appia. In piazza del Duomo, attaccato al Museo c’è il portico dei Templari, consistente in due arcate gotiche, costruite in tufo di carparo. All’interno del portico c’è un grande sarcofago con quattro croci templari scolpite in rilievo ai quattro lati del coperchio.

Cuneo

Murello sorge in una pianura delimitata da torrenti e nel Medioevo era inospitale e acquitrinosa. Si pensa che siano stati i Templari a bonificare la zona. TESTIMONIANZE Rimangono da vedere il castello e la chiesa. La torre merlata, ricoperta da un tetto, era sicuramente la torre di vedetta dell’antica “domus de forcia”. Ora vi ha sede la casa parrocchiale. Poco discosta dal castello sorge la chiesa. L’interno è a tre navatecon volte gotiche. Nei pressi è ancora visibile una croce di Malta bianca in campo azzurro, dipinta sul muro di un basso edificio rettangolare. Cavallermaggiore è un insediamento a protezione di un’importante via medievale, quella che dal Piemonte scendeva al mare attraverso il Col di Tenda. Attualmente San Bartolomeo è una cascina abbandonata che mantiene il dignitoso aspetto di “domus de forcia”, soprattutto nella merlatura. E’ uno dei pochi esempi di fortezza templare esistente in Piemonte. L’insediamento di San Bartolomeo possedeva molti terreni e cascinali nei dintorni.

Firenze

Importante città durante il periodo Romano, nell’Alto Medioevo alterna crisi e decadenza a periodi di floridità dovuti ai re Carolingi ed Ottoni. Dal 1215 la vita politica à dominata dalle lotte fra Guelfi e Ghibellini, ovvero fra gruppi sociali. Negli anni a cavallo fra il 1300 diventa culla della cultura: qui sorge il Dolce Stil Nova in cui spicca la figura di Dante. I moti rivoluzionari dei Ciompi, nel 1379, porteranno alla restaurazione dell’oligarchia. La preminenza dei Medici porta un periodo di pace e tranquillità dopo gli scontri con i Visconti. Dopo il 14 la città diviene il più importante centro artistico dell’Occidente: molte opere affermano una nuova visione artistica, il Rinascimento. Nel 1527 vengono cacciati i Medici e subentrano i Lorena i quali, animati da idee illuministiche, curano più lo sviluppo agrario e industriale della Toscana che quello di Firenze. Nel 1865 la città diviene Capitale d’Italia, e nel settennato che segue, vengono realizzati numerosi lavori urbanistici dovuti ai Poggi.

TESTIMONIANZE Attualmente in pieno centro cittadino, nel Medioevo la chiesa di San Jacopoera situata fuori dalla cinta muraria nei pressi di Porta del Mugnone. La chiesa presenta esternamente un gradevole portico ornato da una serie di archi posti su colonne ottagonali recanti sui capitelli fregi gentilizi. In alto, in corrispondenza dello spigolo, è situata la croce di Malta inserita in un cartiglio sormontata da una testa di leone coronata. L’interno, a pianta gotica e navata unica e piccola abside, contiene pregevoli opere d’arte di epoca post templare.

Latina

Famosa per l’artigianato della ceramica, del legno e del peperino, è anche sede di Università. Fiorisce come libero Comune, poi come sede apostolica entrando nello Stato della Chiesa, di cui segue le vicende fino all’Unità d’Italia.

TESTIMONIANZE Tutto il centro di San Felice è ben conservato. La quadrata torre dei templari dimostra ancora la sua maestosità. La sommità è coronata da beccatelli a sporto su cui poggiano archetti gotici. Attigua alla torre si trova la casa dei Cavalieri.

Reggio Emilia

Importante città romana, à situata sulla via Emilia. Durante il periodo longobardo à sede di un ducato e, dopo la Signoria dei Canossa diventa libero Comune partecipando alla Lega Lombarda. Dopo varie dominazioni passa agli Estensi. A Reggio i rivoluzionari scelgono come bandiera il Tricolore, simbolo del paese. La città ha dato i natali a Ludovico Ariosto.

TESTIMONIANZE La chiesa di S. Stefano del Tempio con un bellissimo portico con colonne ed altri resti. La piazzetta doveva essere anticamente il centro del chiostro con un portico tutt’attorno. A 10 chilometri da Reggio, sulla strada che porta a Cantore, c’è una località detta “Le Tempie”, dove rimangono ancora alcune case che appartennero ai Templari. A Mucciatella, rimane una chiesa a tre navate con eleganti colonne all’interno e rosone murato sulla facciata. A 100 metri da questa chiesa, ve n’è un’altra in ottimo stato. Verso Est, dopo Rubiera, c è la splendida “Corte dei pellegrini”, un magnifico insediamento medievale composto da chiesa, convento, ospizio con portici e torre.

Siena

Dalle testimonianze storiche la città risulta essere nata da un insediamento etrusco minore, assume poi importanza durante l’epoca franca, allorché diviene la residenza di un conte. Le ricchezze accumulate portano alle lotte sociali fra i fautori del Papato e quelli dell’Impero. La peste nel 1348 determina la decadenza della città e periodi turbolenti con frequenti cambiamenti di governo, finché, nel 1309, la Repubblica si consegna a Gian Galeazzo Visconti. Nel 1559 la città passa sotto i Medici e la perdita di indipendenza è all’origine di un declino che ha però meravigliosamente preservato l’aspetto della città. Siena à una città medioevale di cui rimangono manifestazioni che vengono vissute da i cittadini quali momenti di intensa vita comunitaria (Palio).

TESTIMONIANZE La chiesa di San Pietro, che attualmente si trova all’interno di porta Camollia, nel Medioevo era situata all’esterno della città. La posizione della chiesa era strategica, perché ubicata lungo la via Francigena,, con la possibilità di dare ricetto ai pellegrini diretti a Roma che non riuscivano ad entrare in Siena prima della chiusura delle porte cittadine. La chiesa si san Pietro si presenta con una facciata in pietre conce con un bel portale gotico e stemmi gentilizi ai lati di questo; sul fianco destro è incastonato un medaglione in marmo con l’effige dell’Istrice, simbolo della contrada. L’interno è ad una sola navata con il tetto a capriate; l’illuminazione proviene dall’alto, da finestre alte e strette.

Taranto

La città viene fondata da Spartani espulsi dalla loro città, rimane sempre legata alla città madre. Diviene un emporio così importante da primeggiare sulle città della Magna Grecia. Nel 303 a.C. viene sottoscritto un patto che regola i rapporti fra la città ed i popoli Lucani, Romani; contravvenendo agli accordi questi ultimi entrano nel Golfo di Taranto con le loro navi, e i Tarantini chiedono l’aiuto di Pirro, Re dell’Epiro, la cui sconfitta porta alla resa di Taranto. Sino all’epoca imperiale la città, fiera delle proprie origini, conserva lingua e cultura greca. Nel Medioevo subisce le dominazioni bizantine, gote e longobarde. Durante l’epoca borbonica subisce una decadenza, seguita da una breve ripresa grazie alla occupazione francese, che vede lavori portuali e fortificazioni. Decade nuovamente con la restaurazione borbonica fino a che nel 1861 entra nel Regno d’Itali. Nella prima guerra mondiale il porto ha un ruolo preminente; durante il secondo conflitto mondiale la città è gravemente danneggiata dai bombardamenti, particolarmente massicci per la sua importanza strategica. Oggi è importante centro industriale e base navale militare.

TESTIMONIANZE Rimane la chiesetta di S. Maria del Tempio, detta attualmente Madonna del Verde. E’ la cappella del cimitero di Maruggio e sorge a 700 metri dall’abitato, al bivio delle strade che portano a Monacizzo e a Torricella

Torino

Fu un importante centro di comunicazione, passaggio obbligato per gli eserciti nell’età classica e nei primi secoli del Medio Evo, dominata dai Bizantini, Longobardi e dai francesi. Nel XV secolo, Torino comincia ad assumere caratteristiche cittadine. La storia dell’Italia è molto legata a quella della Città. Ne fu, infatti, la capitale e sede del potere regio; ma anche luogo importante delle iniziative risorgimentali e liberali. Oggi ha una sua Università, sede di rilevanti iniziative editoriali ed è un centro industriale di notevole prestigio.

TESTIMONIANZE Il Castello si presenta ben conservato, è un quadrilatero col cortile e il pozzo al centro, la cappella incorporata con volta gotica, la torre di vedetta, l’ala conventuale con la grande sala di riunione, il cellario, le stalle, i magazzini, le cantine.Una leggenda parla di una giovane marchesina francese buttata giù dalla torre e di un giovane innamorato che partì per la Terrasanta dopo aver appreso la morte dell’amata.

Trani

Centro vinicolo, industriale e balneare. Nasce in età Romana, diviene importante centro commerciale con i Bizantini e Normanni. Ceduta a Venezia nel 1496, rimane sotto il suo dominio fino al 1509. Con la dominanza spagnola perde importanza commerciale ma diviene sede universitaria. Nel 1799 è saccheggiata dai Francesi.

TESTIMONIANZE La chiesa di Ognissanti si trova nel porto vecchio. E’ preceduta da un doppio portico e con un bel campaniletto a vela. Secondo quanto scrive Amado, Vescovo di Bisceglie nel 1153, i Templari si sarebbero insediati a Trani prima del 1143, anno in cui egli li vide presenti alla processione e ad un evento miracoloso.

Treviso

La zona dove sorge la città viene abitata in epoca preistorica; durante il periodo longobardo è sede di un Ducato. Nell’età comunale raggiunte il massimo splendore; partecipa alla lega Veronese ed alla Lega Lombarda contro il Barbarossa. Durante il dominio dei De Camino viene dotata di un imponente cerchia di mura bastionate che ancora oggi caratterizzano la città. Dopo il 1815 à occupata dall’Austria, per unirsi infine all’Italia nel 1866. Attualmente à centro agricolo ed industriale.

TESTIMONIANZE Rimane la chiesa romanica ad aula rettangolare, con campanile coevo e lo splendido chiostro. La porta principale della chiesa è sormontata da una lunetta con stemma marmoreo. Sotto il portico del chiostro vi sono residui di affreschi e iscrizioni in gotico minuscolo. L’interno della chiesa è splendido nella sua semplicità. All’esterno, nella parte alta della chiesa, resistono tre croci templari di tipo ciché. Accanto alla chiesa sorgeva l’ospizio per i pellegrini e il convento

Vercelli

La città , fondata dai liguri, viene occupata intorno al 100 a.C. dai Romani. Conquistata dai longobardi, diventa Ducato e poi Contea con i Franchi. Diventa libero comune e in seguito partecipa alla Lega Lombarda. Dopo la parentesi dei Visconti, nel 1704 rientra definitivamente nel dominio dei Savoia.

TESTIMONIANZE La posizione di S. Maria di Isana è al centro di una fitta rete viaria dove transitavano folle di viandanti provenienti da Oltralpe. Dell’insediamento rimane la chiesetta, che mostra la sua vetustà nelle tracce di mattoni a spina di pesce, la leggiadria negli archetti ciechi che incorniciano il timpano e la bella bifora sopra la porta. Un lungo edificio addossato al fianco sinistro della chiesetta potrebbe essere ciò che rimane dell’antico convento. Si racconta una leggenda: la gente sofferente di reumatismi si recava in pellegrinaggio presso la chiesetta per appoggiare la schiena contro una pietra infissa nel terreno (menhir), che aveva proprietà taumaturgiche. Si pensa che questa leggenda possa riallacciarsi alle convinzioni di certi esoteristi, secondo cui le chiese dei Templari sorgevano presso menhir ed altri monumenti megalitici, eretti in luoghi di alta sacralità dove s’incrociavano correnti telluriche e cosmiche dai benefici influssi.

Viterbo

Famosa per l’artigianato della ceramica, del legno e del peperino, à anche sede di Università. Fiorisce come libero Comune, poi come sede apostolica entrando nello Stato della Chiesa, di cui segue le vicende fino all’Unità d’Italia.

TESTIMONIANZE La Rocca dell’Abbadia di Vulci. E’ in perfette condizioni. La pianta è trapezoidale ed offre due lati verso lo strapiombo sul fiume Fiora, mentre gli altri guardano la pianura. La potenza difensiva, oltre che dallo strapiombo e dal fossato che circonda la rocca, è accresciuta anche da quattro torri, più una quinta, più alta delle altre.

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