Avete mai guardato la siluhette della costa tirrenica percorrendo la SS 18 da Tortora (il primo paese della Calabria lungo la costa appunto) in poi, io la trovo deliziosa, molto, ma io so di essere di parte, voi dovreste provare a seguire questo itinerario e dirmi come la pensate. Lo sguardo corre in sintonia con il profilo del mare interrotto da insenature e promontori. Solo in pochi punti, per la precisione due punti diversi del mare si innalzano due isole.

Due piccole meraviglie, sia per quello che offrono sia perché sono rare e affascinanti per i contesti che creano. L’Isola di Dino è la prima ed è anche la più grande che c’è in Calabria, rientra nel comune di Praja a Mare e fa della località Fiuzzi un vero gioiellino. Ha la forma di uno scafo rovesciato la cui prua si protende verso la spiaggia e grazie ad una gomena di scogli si congiunge alla riva, una piccola baia protetta che ospita inoltre la Torre di Fiuzzi (vedi articolo precedente). E’ molto romantico vi assicuro. Raggiungere l’isola a nuoto non è difficile ma d’estate un barcone fa la spola tra una sponda e l’altra, e quando siete su godetevi questa bella passeggiata tra lecci e primule palinuri e se avete ancora fiato raggiungete il frontone dell’isola che da in mare aperto. Lo strapiombo è alto 65 metri e c’è un castello diruto che completa il quadro. Stanchi della passeggiata, distrutti dal caldo, un giretto in barca nelle grotte dell’isola non vi farà che bene, scegliete tra Grotta Azzurra, Grotta del Leone, delle Sardine e del Frontone, andate e scoprirete perché si chiamano così! Siete appassionati di immersioni? Bene perché sono famose le sue grotte sommerse dove le gorgonie abbelliscono questo giardino popolato di specie protette. Troverete anche chi saprà guidarvi in questo senso per farlo in tutta sicurezza.
25 km più a sud rientra nel comune di Diamante l’isola di Cirella, molto più piccola della precedente, ha una superficie di 10 ha rispetto ai 38 della precedente, dista dalla battigia nel punto più vicino circa 200 metri. Quest’isola sembra più o meno una balena per la sua forma panciuta ed è protetta a vista da una bella torre aragonese. I greci la chiamarono prima Xorios poi dei Focesi ma furono i romani a darle l’attuale nome che si mantenne nel medioevo quando rientrò nel feudo della cittadina omonima. Ma andiamo un attimo oltre, per la precisione di fronte all’abitato di Amantea. Non c’è un’isola, in realtà si tratta di due scogli chiamati dell’Isca, molto suggestivi e danno il nome all’omonima oasi blu del WWF. Sono ciò che rimane di un antico promontorio e il fondale raggiunge i 20 metri. Quest’oasi ha il privilegio di ospitare oltre che a fondali ricchi di posidonie, madrepore arancioni e stelle marine, anche il passaggio stagionale di delfini e stenelle.
Anche il promontorio sul quale si eleva la torre Talao (Scalea) era un’isola, infatti il suo nome deriva da katà Laon cioè attorno al fiume Lao, ma il tempo ha provveduto ad un suo graduale insabbiamento.
Un bel giro in pattino attorno all’isola Dino è d’obbligo in estate ma se preferite si possono effettuare giri in barca; l’isola di Cirella è anche raggiungibile in barca mentre per gli scogli dell’Isca il WWF organizza escursioni.
Vi avevo già detto che non ci sono altre isole in Calabria a parte queste? Allora ditemi che ne pensate di questo itinerario e soprattutto cosa vi piacerebbe conoscere dell’alto tirreno cosentino.

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