L’itinerario che viene proposto si basa su alcune figure esemplari che possono avere una benefica influenza sui cristiani. I Santi sono anche universali perché possono essere capiti ed apprezzati da tutti i popoli. Per reggersi sulla via della virtù, si ha sicuramente bisogno di esempi e di efficaci sollecitazioni.

San Benedetto da Norcia

All’inizio del VI secolo diffuse la sua religione che consisteva nella rigida alternanza di preghiera e lavoro (Ora et labora). Il suo centro fu Montecassino, e i suoi precetti si diffusero in tutta Italia durante il VII secolo dando origine al monachesimo. Bendetto nacque verso il 480 a Norcia, in Umbria, da nobile famiglia. A Roma compì i suoi primi studi, ma deluso dalla vita dell’Urbe, si ritirò ad Enfide, l’odierna Affile, tra i monti Simbruini, dove, nella chiesa di San Pietro continuò gli studi, in una rigorosa disciplina ascetica. Sui 20 anni, per nascondersi maggiormente al mondo, si rifugiò a Subiaco, dove un eremita lo guidò e lo calò in quello speco che fu, per tre anni, la dimora nascosta del giovane Benedetto. Morto l’Abate nel vicino monastero di Vicovaro, la comunità lo volle maestro, ma presto il suo rigore ascetico stancò i monaci, che tentarono di sbarazzarsi di lui, propinandogli veleno. Scampato alla morte tornò a Subiaco, ma la gelosia di un prete dei dintorni che lo perseguitava, fece migrare il Maestro verso la città di Cassino. Sull’acropoli della quale costruì la sua casa. Morì verso il 545.

San Francesco

Visse nel Duecento. Dopo una vita mondana esagerata ebbe una visione divina che gli fece cambiare il suo modo di vivere. Cominciò a diffondere le tesi sull’amore puro di Dio, quindi fondando il primo ordine mendicante che prese il nome “francescano” ed ebbe il suo centro ad Assisi. Morì il 4 ottobre 1226, intonando il “Cantico delle Creature”, il più alto inno di ringraziamento e lode. La tomba di San Francesco è racchiusa nella cripta della Basilica del Santo in Assisi.

San Pietro

La Basilica sorge sulla tomba di San Pietro. La più grande chiesa del mondo. Uno dei primi santi della religione cristiana. Il diffusore più noto della nuova religione, per cui dovette morire sulla croce con la testa all’ingiù, su sua richiesta. Organizzò i primi fedeli in “greggi” che si riunivano nelle catacombe fuori le mura della città. Fu scelto da Gesù per la sua sincerità.

Sant’Ambrogio

Nacque a Treviri verso il 339, figlio di un funzionario romano. Dopo la morte del padre, la famiglia rientrò in Italia. Studiò diritto e retorica e intraprese la carriera giuridica. Si trovava a Milano, quando il Vescovo morì, e da buon funzionario imperiale, cercò che fossero evitati quei disordini spesso provocati da tumultuose elezioni ecclesiastiche. Parlò con senno e fermezza, nelle adunanze dei fedeli, perché tutto fosse fatto secondo coscienza e nel rispetto della libertà. Fu in seguito a questi suoi giudiziosi discorsi che dall’assemblea si alzò un grido: “Ambrogio Vescovo !” Ambrogio, che si trovava in quell’assemblea come funzionario imperiale, non era neppure  battezzato. Sorpreso e spaventato, proclamò la sua indegnità; si professò peccatore, tentò perfino di fuggire. Ricevette così il Battesimo e, subito dopo la consacrazione episcopale. Fu considerato quasi un secondo Papa. Dovette studiare per insegnare quello che non aveva mai imparato. Le spoglie si trovano nella cripta della Basilica del Santo. E’ il protettore di Milano e viene onorato il 7 dicembre.

Sant’Antonio

Personaggio tra i più universalmente noti e amati. Nato a Lisbona nel 1195, studiò profondamente le scritture, tanto da essere chiamato “ARCA DEL TESTAMENTO”. Fu colpito dalla semplicità e dall’umiltà dei primi francescani e quando giunsero in Portogallo le reliquie dei cinque francescani martirizzati in Marocco, chiese anch’egli di entrare nell’ordine e di andare missionario in Marocco. Giunto sulla costa africana si ammalò e venne rimbarcato. Una tempesta portò la nave sulle coste della Sicilia. Antonio visse qualche tempo in un convento di Messina, nascondendo la sua grande dottrina sotto il saio dell’umiltà. Il suo superiore lo condusse ad Assisi, dove poté avvicinare San Francesco. Destinato alla provincia emiliana, Antonio nascose la sua dottrina e la sua cultura tra le pentole, in un eremo presso Forlì. Un giorno a Forlì ci fu bisogno di un oratore sacro, per la cerimonia d’una ordinazione sacerdotale. Non trovandosi di meglio, venne chiamato Antonio, che fece stupire tutti. Venne tolto di tra le pentole e gli fu imposto di predicare. La sua preparazione dottrinale appariva così solida e profonda, che San Francesco lo chiamava confidenzialmente “Il Mio Vescovo”. Predicava a Rimini, ma la popolazione disertava le prediche. Frate Antonio, allora si mise a predicare ai pesci, che accorsero  addensandosi sulla riva. Morì a 36 anni, il 13 giugno 1231. Neanche ad un anno dalla sua morte fu proclamato Santo. Le reliquie del Santo si trovano nella Basilica di Sant’Antonio a Padova: uno dei santuari più frequentati d’Italia.

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