Il monti Nebrodi presero il nome dal dio Dioniso o Bacco. “Nebròdes significa appunto simile al cerbiatto ed il cerbiatto era l’animale totemico di Dioniso. Il dio, secondo i seguaci del suo culto, moriva e rinasceva perennemente nel corpo di un cerbiatto: per cui le sue sacerdotesse, chiamate menadi o baccanti, durante le cerimonie sacre, dopo aver danzato sempre più freneticamente, correndo per monti e valli, al culmine  dell’esaltazione, sbranavano le carni crude e sanguinanti, credendo di entrare così, per teofagia, in comunione con il loro dio.”

La stessa area geografica è indicata in molti documenti con nome “Val Demone”. Nome coniato sicuramente in epoca cristiana, per demonizzare la popolazione di una valle, dimostratasi impenetrabileal nuovo culto. “..non si può dubitare che il culto dionisiaco, nella Val Demone, durò almeno fino a tutto il decimo secolo dell’era cristiana, e specialmente nel triangolo compreso tra Taormina, Tindari ed Alesa, vale a dire nel territorio dei Nebrodi, dove, fino a quell’epoca, non appare alcuna diocesi (all’infuori di quelle esistenti nei tre vertici considerati) né alcun monastero”. Il culto dionisiaco prese piede e si sviluppò in Agatirno, come in ogni altra delle più antiche città dei Nebrodi. Agatirno fu il centro del culto di tutta la Sicilia. “Un fatto storicamente certo del tutto ignorato fu la deportazione dalla città di Agatirno, per volontà dei Romani, nell’anno 209 a.C., di circa 4.000 liberi cittadini, accusati dagli stessi romani di ogni scelleratezza; un fatto forse senza precedenti nella storia di Roma, trattandosi di persone catturate non in combattimento, né per effetto o per dichiarata finalità di operazione di guerra, ma in tempo di pace, e dunque assolutamente anomalo, rispetto alle leggi e alla stessa consuetudine dei Romani.”. Sentieri, fonti, contrade e monete antiche, oscilli ritrovati fanno di Capo d’Orlando e dei vicini comuni il territorio ove sorse Agatirno.

Fonte bibliografica: Antonio Damiano – “Nebrodi Val Demone Agatirno: misteri della storia antica” –

Euro Eikon editrice – Capo d’Orlando 1992

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