Pisa, come molte altre delle città d’arte del Bel Paese, offre una grande varietà di luoghi di interesse e di manufatti di indubbia qualità e valore storico.
Molti dei tesori di Pisa sono però nascosti, chiusi in biblioteche, fondazioni, piccoli musei, collezioni private, in molti casi sono potenzialmente visitabili, sono esposti al pubblico, ma pochi li conoscono e, di conseguenza, ne possono godere.

Se atterrate all’aeroporto di Pisa vi consigliamo di spostare un po’ la prenotazione del vostro Hotel a Firenze e prenotare un Hotel a Pisa e passare uno o due giorni in più in questa bellissima cittadina.
Per chi ama archeologia e la storia antica segnaliamo le Collezioni Egittologiche dell’Università di Pisa. Si tratta di una ricca collezione, il cui nucleo centrale o stato donato all’Università da Laura Birga Picozzi, discendente di uno dei padri dell’Egittologia in Italia.

I reperti oltre che dall’Egitto prevengono da vari Paesi dell’Africa settentrionale, come la Nubia, ed hanno un enorme valore storico, didattico e documentale.
Continuiamo con una collezione decisamente molto diversa, si tratta infatti di una raccolta di oggetti appartenuti al celebre baritono Titta Ruffo, che alla sua morte sono stati donati dai suoi eredi al Comune. Ad occuparsi della collezione, mettendo ordine tra i tanti materiali è stato il Teatro Verdi che, nel 1999, ha inaugurato al suo interno l’allestimento di una mostra con costumi di scena, gioielli, fotografie ed accessori del baritono.

Per gli amanti dell’arte contemporanea ricordiamo che il Gruppo Teseco ha dedicato un’ampia area all’esposizione temporanea di collezioni periodicamente allestite secondo filoni d’interesse tematico. In questi spazi è possibile ammirare opere di artisti internazionali e rapportarsi in modo nuovo nei confronti dell’arte contemporanea, spesso poco compresa ed apprezzata dai non addetti ai lavori.

Per chi si interessa alla grafica, magari per ragioni di studio o documentazione, segnaliamo il Gabinetto Disegni e Stampe di Pisa, che risale al 1958, e venne allestito per volere di Carlo Ludovico Ragghianti.

Oggi questa struttura contiene più di 8000 opere divise in tre collezioni. La prima appartenuta a Sebastiano Timpanaro, è stata donata da sua moglie all’Istituto di Storia dell’Arte nel 1957. E’ composta da disegni e stampe di artisti come Morandi, Carrà e Guttuso, la seconda raccolta è invece formata da donazioni da parte di artisti come Casorati, Fontana, Vedova e Manzoni. Infine la terza delle collezioni si trova nel deposito perpetuo di Calcografia Nazionale, e raccoglie incisioni che riprendono opere di Michelangelo, Raffaello, Guido Reni e molti altri grandi nomi dell’arte italiana.

Completa il patrimonio del Gabinetto disegni e stampe una sezione dedicata ad opuscoli, fotografie, manifesti, ed altre testimoniare di manifestazioni artistiche e culturali tenutesi tra il 1950 e il 1970.
Un vero tesoro nascosto di memorie che vanno preservate e valorizzate.

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