Palazzo Vecchio, a Firenze, è la sede del municipio cittadino. L’architettura civile trecentesca, in questo palazzo trova la sua migliore espressione.
In origine era conosciuto come Palagio Novo, poi divenne Palazzo della Signoria, nel XVI secolo divenne Palazzo Ducale, quando Cosimo I de’ Medici ne fece la sua residenza. Solo nel 1565 divenne Palazzo Vecchio, e alla fine del XIX secolo divenne sede del Parlamento Italiano.

Le opere contenute nel Palazzo Vecchio sono straordinarie. Nelle sale del Palazzo si possono ammirare affreschi del Vasari o di altri importanti artisti come Salviati, il Bronzino e il Ghirlandaio, senza dimenticare le splendide sculture, tra cui il Genio della Vittoria di Michelangelo e il gruppo bronzeo della Giuditta e Oloferne di Donatello.

Una leggenda, se così si può chiamare, e che attira storici dell’arte e restauratori, riguarda la Sala dei Cinquecento, la più grande sala del palazzo, e da oggi location dei matrimoni civili.

Una delle pareti della sala fu dipinta dal Vasari, ma in realtà nel 1503, la decorazione venne affidata a Leonardo Da Vinci. Leonardo avrebbe dovuto realizzare una grandiosa opera che raffigurava la Battaglia di Anghiari, ma un difetto dell’intonaco non permise di portare a termine l’opera. Lo stesso incarico venne affidato al Vasari, che realizzò quella che oggi decora la sala.

La grande ammirazione che il Vasari portava a Leonardo, sembra averlo dissuaso dal distruggere l’opera iniziata e mai terminata dall’artista. Un indizio, potrebbe confermare che sotto lo strato magnifico di vernice che ricopre la parete, ci sia il capolavoro incompiuto di Leonardo Da Vinci.
“Cerca Trova” è scritto in caratteri chiari su uno degli stendardi dei soldati raffigurati sull’opera. Molti studiosi sono convinti che sia un’indicazione chiara che sotto quella maestosa raffigurazione della Battaglia di Anghiari del Vasari, vi sia nascosta quella iniziata dal Da Vinci.

Ricerche hanno portato a risultati incerti, e la difficoltà di cercare conferme sulle teorie e le speranze di portare alla luce un nuovo capolavoro di Leonardo, si identificano con il pericolo di danneggiare la straordinaria opera del Vasari. Le ultime ricerche parlano di un pigmento nero, ritrovato al di sotto dell’opera, un pigmento compatibile con quello utilizzato da Leonardo nella realizzazione de La Gioconda.

Risultati incoraggianti, quindi, ma non certi, la speranza comunque è quella di riportare alla luce un nuovo capolavoro, seppur incompiuto, di uno dei più grandi artisti del mondo.

0 Commenti