Un itinerario insolito, un percorso in cui terra e acqua si cedono il passo continuamente, quando meno te lo aspetti: Ferrara, i suoi dintorni e il delta del Po. L’acqua è l’eterna protagonista della storia di questa terra e l’idea di visitarla in primavera è buona, soprattutto perché ci evita di lottare strenuamente contro zanzare e insetti di casa da queste parti in estate. Il punto di partenza del percorso è la Rocca Possente di Stellata poco fuori Bondeno. E’ un superbo fortilizio con una particolare pianta a forma di stella.

Da Bondeno percorrete la strada regionale n. 496 fino a Ferrara, la tappa più consistente del nostro giro. Le sue mura racchiudono oggi come secoli fa palazzi e cortili, giardini e piazze, chiese e teatri. Nel cuore di Ferrara sorge il Castello Estense di origine trecentesca: per gli appassionati del genere una vera chicca con i ponti levatoi, il fossato e le massicce torri. Anche la Cattedrale merita: unisce romanico e gotico, mentre il campanile è rinascimentale, opera incompiuta di Leon Battista Alberti.

Dopo aver visitato “Casa Romei”, eccovi un capolavoro urbanistico, il Palazzo dei Diamanti: architetto fu Biagio Rossetti sotto l’abile regia di Ercole d’Este. Se I monumenti di Ferrara l’hanno resa storica capitale del ducato estense, dovete sapere che proprio a questo periodo- e grazie all’attività di Cristoforo di Messisbugo, cuoco di corte- vengono fatte risalire numerosi piatti tipici, come il pasticcio alla ferrarese e il panpepato, piatti che si possono gustare nei numerosi ristoranti cittadini.

Un week-end in piena tranquillità vuol dire anche spostamenti lenti, ai margini delle maggiori vie di comunicazione. Risalendo da Ferrara verso la riva destra del Po, comincia a respirarsi un’atmosfera rarefatta e quasi irreale: date un’occhiata all’Isola Bianca, una delle tipiche isole formate dal corso del fiume; a Fossadalbero, paesino microscopico, vale la pena di vedere una delle “Delizie” (così erano chiamate le residenze di campagna costruite durante la signoria estense).

Percorrendo l’argine del Po, I numerosi canali deltizi diventano compagni di viaggio fino a Massenzanica, dove si possono visitare le Dune fossili, uno dei più antichi cordoni dunosi dell’area del Delta, risalenti al II millennio a.C. Proseguite verso Mesola, dominata dalla mole del castello estense, residenza di caccia all’interno di una immensa tenuta, il “Gran Bosco”. Da qui, per strade parallele alla statale Romea, si raggiunge la celebre Abbazia di Pomposa con il Palazzo della Ragione e il particolarissimo campanile: impossibile perdersela!

E’ davvero piacevole percorrere l’ultimo tratto del corso del Po di Volano per vederlo sfociare nei pressi del Lido di Volano, una delle mille foci. Se siete fortunati, avrete la possibilità di vedere qualche airone cenerino o imbattervi negli splendidi fenicotteri rosa. Con una giornata di sole ci si può imbarcare per una crociera “sui generis” sulla foce. Porto d’imbarco è Gorino con le sue casette basse.

Ultima tappa di questo ricco fine settimana tardo autunnale è Comacchio; la città ha origini antichissime e sorse su un gruppo di 13 isolotti; il centro storico è attraversato da una serie di canali ( ma non ci si stupisce granchè della cosa…) le cui rive sono unite da ponti di mattoni. L’insieme è davvero scenografico.

Al termine di questo itinerario arzigogolato e all’insegna delle stradine di campagna, una concessione è d’obbligo: l’autostrada per tornare a casa, che potrete comodamente prendere a Comacchio.

CUCINA E SPECIALITA’ GASTRONOMICHE
L’Emilia-Romagna è il paradiso dei buongustai e anche Ferrara fa la sua parte con salumi, formaggi e dolci vari. Una prelibatezza è la salama da sugo, celebrità di tutta la Bassa emiliana che si può mangiare calda accompagnata dal purè di patate o fredda con il melone.

Un formaggio diffuso in queste zone è il raviggiolo: è a forma di focaccia ed è a base di latte rappreso non salato.

Il piatto tipico è il pasticcio alla ferrarese, un piatto già celebre alla corte degli estensi: in un timballo di pasta si racchiude un ripieno di maccheroncini al sugo di vitello, con funghi porcini, tartufo bianco, besciamella e noce moscata.

Tra I dolci, il più tipico è il panpepato, preparato in occasione del Natale.

COME ARRIVARE:
In Aereo. L’Aeroorto di Bologna è lo scalo più vicino con voli low cost e di linea. Tra le compagnie aeree con più rotte, spicca Alitalia, Air Dolomiti, Blu Express ed Easy Jet.

In Auto. Ferrara si trova sulla A13 Bologna- Padova con uscita a Ferrara nord per raggiungere più rapidamente il centro; è collegata con Mantova dalla strada statale n. 482 e con Ravenna dalla strada statale n.16; Una bretella autostradale unisce Ferrara a Comacchio.

Chi proviene da Milano, prenda la A1 in direzione Bologna e da qui la A13 fino a Ferrara; stessa cosa per chi proviene da Roma.

In Treno. La linea ferroviaria di Ferrara è la Bologna- Padova; ci sono diversi treni diretti sia dal capoluogo emiliano che da Padova.
La stazione di Ferrara è ad un passo dal cuore rinascimentale della città, raggiungibile a piedi in un decina di minuti circa.

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