Carloforte è l’unico insediamento dell’isola di San Pietro, così chiamata perché l’apostolo, diretto a Cagliari, sarebbe stato costretto a ripararvisi per sfuggire a una burrasca. La località, oggi meta turistica, è un centro marinaro fondato nella prima metà del Settecento da una colonia di liguri tabarchini, prigionieri riscattati da Tabarka, in Tunisia. Degli antichi abitanti, si conservano ancora oggi lingua e tradizioni. Nell’isola sono numerose le miniere di manganese.

Le coste sono in larga parte rocciose, nella parte occidentale; sabbiose in quella orientale. Interessanti, a Carloforte, sono le mura della fortezza sabauda, la chiesa parrocchiale tardosettecentesca dedicata a San Carlo Borromeo, e il piccolo oratorio della Madonna dello Schiavo, del Settecento. Il nome deriva dalla Madonna in tiglio nero posta sull’altare maggiore, originariamente la polena di una nave. La chiesa di S. Pietro, appena fuori dall’abitato, ricorda il naufragio avvenuto intorno al 1212, nel quale morirono parte dei ragazzi della “crociata dei fanciulli”.

Di fronte all’isola di San Pietro, collegata alla costa sarda da un istmo lungo tre chilometri, c’è l’isola di Sant’Antioco, di cui la città omonima rappresenta il principale centro. Per chi trascorre le vacanze nelle vicinanze è sicuramente un luogo da non perdere. La zona è quella di un insediamento nuragico, in seguito abitato dai Fenici. Il nome deriva da un martire africano che qui vi trovò rifugio; a lui è dedicata la chiesa parrocchiale. Edificata su un precedente edificio paleocristiano, a fianco di un complesso catacombale sviluppatosi su ipogei punici, ha una facciata tardo barocca rifatta nel Settecento. Nei pressi della fortezza sabauda è allestito il Museo archeologico, con materiali di età preistorica, ma soprattutto con resti di epoca punica, ritrovati nel “thophet” di Sulcis e nella necropoli. La località ha mantenuto tradizioni singolari, come la lavorazione del giunco e della palma nana, o la tessitura di tappeti dai disegni caratteristici. Un tempo si produceva qui la seta marina, una sostanza filamentosa ricavata da una conchiglia. Per arrivare: a Carloforte, ci si imbarca a Portovesme o Calasetta. La navigazione dura circa tre quarti d’ora. A Sant’Antiochia si arriva proseguendo da Carbonia.

Entrambe le località sono vicine a Cagliari. Lo scalo cittadino ha numerosi collegamenti con la maggior parte degli aeroporti italiani, e la maggior parte delle rotte è gestita dalla Meridiana voli, compagnia di bandiera della Sardegna.

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