La città, racchiusa dalla cinta muraria rinascimentale, è divisa in due parti separate dall’asse costituito da Corso Cavour, una volta sede del canale Panfilio che univa il fossato del Castello a Pontelagoscuro, e da corso Giovecca. A sud troviamo la parte medievale e a nord l’Addizione Erculea, piano regolatore progettato da Biagio Rossetti nel Rinascimento.

Ferrara ebbe origine da un Castrum bizantino sorto a difesa del territorio sulla riva sinistra del Po, presso un precedente borgo Vescovile, la cui chiesa rimase fino al 1135 la cattedrale di Ferrara.
Grazie alla felice posizione vicino ad un guado sul fiume, alla funzione militare ben presto si aggiunse quella commerciale e intorno alla fine del ’900 iniziarono i lavori di bonifica del terreno.
La parte medievale della città è stata soggetta a diversi ampliamenti nel corso dei secoli; all’anno 984 risale il primo, voluto da Tedaldo di Canossa, chiamato Città lineare.
Nel 1135 fu costruita la nuova cattedrale, che fece di Ferrara anche un importante centro religioso. Quindi, nonostante le lotte intestine relative al passaggio dal regime feudale al libero comune, la città attraversò un periodo fiorente, che si manifestò anche in campo urbanistico: è di questo periodo il centro con il palazzo della Regione e quello Ducale, terminato nel 1283.
Attorno al XIII secolo furono annessi alcuni borghi settentrionali, operazione che prese il controverso nome di Addizione Adelarda.
Nel 1451 fu inglobata nella città l’isola fluviale di S. Antonio, a causa dell’inaridimento del fiume in quella zona. Questo ulteriore ampliamento è conosciuto con il nome di Addizione di Borso.
Tra le vie che caratterizzano la parte medievale del centro storico segnalo via delle Volte, che prende il nome dai passaggi sopraelevati che collegano le case di Via Ripagrande a quelle della strada retrostante, creando una spettacolare prospettiva scandita dalla successione degli archi.

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